Lombardi: «I buoni vanno a integrare i servizi sociali»

Dal sindaco di Stradella riceviamo questa precisazione che doverosamente pubblichiamo, ritenendo comunque di aver sintetizzato, forse in modo eccessivo, i concetti espressi, ma di non aver alterato il senso del messaggio.

Egregio direttore,
non mi riconosco in gran parte delle dichiarazioni che mi sono state attribuite nell'articolo pubblicato venerdi 13 gennaio nelle pagine di Vigevano. Giudizi come quelli riportati non sono in sintonia né con il mio stile di lavoro né col ruolo che sono stato chiamato a ricoprire in rappresentanza dei sindaci della provincia.
Nella lunga chiacchierata telefonica con Malvicini non ho detto, ad esempio, che «il centrodestra pensava che i vaucher avrebbero sostituito i servizi sociali e che quel che è successo a Vigevano dimostra che può solo integrarli». Ho invece ripreso, sintetizzando l'importante lavoro svolto in questi mesi dai sindaci sui piani di zona il principio condiviso che «i vaucher devono svolgere una funzione integrativa e non sostitutiva degli altri servizi». Più volte ho ribadito nel corso del colloquio che non compete al mio ruolo di presidente del consiglio di rappresentanza giudicare o, men che meno dare voti all'operato altrui ma, limitandomi ad alcune legittime valutazioni, ho sottolineato che evidentemente qualcosa a Vigevano non ha funzionato, che ci sono state alcune evidenti sottovalutazioni e che, viste le ovvie conseguenze, prima di interrompere un servizio fondamentale era necessario cercare tutte le strade possibili per evitare ciò. Non ho detto che «mancano i soldi per le leggi di settore»: ma soltanto che esiste un rischio concreto che le risorse opportunamente utilizzate dalla Regione per ovviare al taglio consistente operato dal governo al Fondo nazioni per le politiche sociali potrebbero finire per penalizzare altri interventi significativi fin qui finanziati con risorse regionali. Non ho detto che il «rapporto lacunoso con l'azienda ospedaliera è soprattutto colpa dei sindaci».
Sono anch'io un sindaco! Ho invece sottolineato che il lavoro svolto in questi mesi in sede di consiglio di rappresentanza ha consentito di stimolare una consapevolezza e un impegno diretto dei sindaci che sono stati portati spesso a delegare ad altri per scelta o per necessità, problemi cosi complessi; una consapevolezza che consentirà di attivare nel prossimo futuro un rapporto più efficace anche con l'azienda ospedaliera che, fin qui, anche come consiglio di rappresentanza, è in gran parte mancato.
Pierangelo LombardiPresidente consiglio di rappresentanza Asl