Ferrari: porte aperte per Rossi
MADONNA DI CAMPIGLIO. Quella ricevuta da michael Schumacher è per Valentino Rossi una vera e propria investitura come pilota di formula 1. Il pilota ringrazia e un'apertura di credito gli viene anche da Jean Todt, direttore generale della Ferrari: «Deciderà lui se intende provarci oppure no, e noi non gli metteremo pressione. Il suo futuro in Formula 1 dipende solo da lui, e dalle sue capacità». Ma se il mondo dei motori si infiamma e i tifosi di Valentino lo vedono già al volante di una rossa, il grande centauro del passato Giacomo Agostini spiega che non sarà facile.
«Essere benedetto dal numero uno è importante - ha detto ieri Rossi, rispondendo ai complimenti di Michael Schumacher -, ma la Formula 1 è una cosa ancora molto lontana. Per ora resto assolutamente un pilota di moto. Quest'anno correrò ancora con la Yamaha, forse anche in futuro: vedremo. Non ho deciso». Poi ha parlato di Schumacher: «Ho conosciuto Michael personalmente qualche anno fa, l'ho trovato molto simpatico, è un grande pilota. Spero vivamente che torni a vincere. Io faccio il tifo per la Ferrari e per Schumacher».
C'è però chi gli suggerisce di passare alle auto in fretta. Dopo averci pensato bene, però. «Coraggio e riflessi sono gli stessi, ma le somiglianze si fermano qui». Quando, nel tira e molla tra le sirene della Formula 1 e Valentino Rossi, tra i mondi delle quattro e delle due ruote, per il campione di Tavullia verra' il giorno di decidere cosa fare'da grande', sara' bene ricordare le parole di Giacomo Agostini, 15 titoli mondiali con Mv Agusta e Yamaha, 10 Tourist Trophy, perché sa di cosa parla. Sceso dalla moto ormai in fondo ad una carriera di successi, nel'78 sali' in macchina per gareggiare in Formula 2 e Formula Aurora in Inghilterra, al volante di una Williams: «Mi difendevo, ma non potevo pretendere di diventare Schumacher». Passare dal Motomondiale alle monoposto «è un po' come aver pilotato un Learjet e poi mettersi dietro la cloche di un Citation. Bisogna fare un corso, non si puo' improvvisare. Se andra' in Formula 1 gli servira' del tempo per competere ad alti livelli. Non penso che la Ferrari lo voglia per arrivare quindicesima, altrimenti cercherebbe qualcun'altro. Quindi decida in fretta». E sintetizza in una battuta la differenza tra i due mezzi: «La moto la porti, dalla macchina sei portato. Comunque se se la sente, è giusto che faccia questa esperienza». E rivela: «Ricevetti una proposta della Ferrari a metà della mia carriera, ma ero al massimo con le moto e non me la sentii di lasciare. Poi, quando mi decisi ed approdai alle macchine, era troppo tardi». Intanto Todt precisando che la Ferrari sarà lieta di offrire a Valentino la possibilita' di fare ulteriori test privati nei prossimi mesi. Una curiosità. Ieri. in una gara sulle quattro ruote, Michael Schumacher è stato battuto da un centauro. In una sfida sul laghetto ghiacciato di Madonna di Campiglio sulle Fiat Panda «Monster», è stato battuto da Sete Gibernau. Alle loro spalle Loris Capirossi.