Università, sfida sul compleanno
PAVIA. Ma quanto è vecchia l'Università? Quello che il rettore Angiolino Stella aprirà lunedi è l'anno accademico nº645 o 1.181º? Emilio Gabba non ha dubbi: l'atto di nascita ufficiale dello Studium Generale, da cui l'Università prese le mosse, è il Diploma di Carlo IV, imperatore del Sacro Romano Impero, dato in Norimberga il 13 aprile 1361. Il suo predecessore Lotario, nell'825, aveva istituito un centro studi, non l'Universitas. Ma altri, come il direttore del Tg 5 Carlo Rossella, vedono le cose da diversa angolazione: «Monsignor Gianani a Corteolona mi insegnava che l'Università fu fondata da Lotario».
Sarà questione di lana caprina ma tant'è, la 'querelle" rispunta, alla vigilia di ogni inaugurazione. A mettere i puntini sulle 'i" è Emilio Gabba, professore emerito di storia romana e accademico dei Lincei: «L'Università di Pavia venne fondata del 1361. Prima di tale data non esiste Università. I Visconti non scelsero Pavia a caso: nel loro sforzo di plasmare uno Stato nuovo, di ricondurre al loro potere i contrasti tra città e città, crearono con lo Studium pavese un'istituzione per elaborare e diffondere il diritto, che potentemente giovò alla legittimazione della Signoria. Certo l''humus" pavese aveva favorito sin da cinquecento anni prima l'affermarsi di scuole di diritto, che Lotario aveva codificato nel Capitolare. Tuttavia non si può sostenere una continuità di queste scuole dall'825 al 1361, motivo per cui non si può affermare che esista l'Università da 1.181 anni».
«Bisogna calarsi nel clima politico del Ventennio - continua Gabba - per capire come mai nel 1925 l'allora rettore pavese e storico del diritto Arrigo Solmi bellamente si inventò le grandi manifestazioni dell'undicesimo centenario dell'ateneo. Il secolare primato universitario di Pavia, infatti, era minacciato da Milano, in cui era appena stato aperto l'ateneo. Solmi allora commissionò e fece pubblicare una ricerca del Mengozzi che sostanziava documentalmente la pretesa di Pavia prima Università in assoluto, prima ancora di Bologna. E riusci a far presiedere le memorabili cerimonie addirittura da Vittorio Emanuele III. Ma non da Mussolini: i fascisti, anche quelli di Pavia, restarono sempre ostili al disegno solmiano».
A sottolineare la distinzione tra l'Università di Pavia propriamente detta e la tradizione pavese di alti studi in campo giuridico, e non solo, è Renata Crotti, storica dell'età medioevale, che dice: «L'Università di Pavia ha compiuto 645 anni, mentre ad avere superato il traguardo dei 1.181 anni e più è la tradizione di studi superiori in tanti settori, tra cui spicca quello giuridico. Infatti, in virtù dei meriti che i pavesi avevano acquisito sul piano culturale e quasi a giusto compenso della ben nota fedeltà alla causa imperiale da essi mostrata, l'imperatore concede che 'in Pavia sia istituito lo Studium Generale", che era costituito dalla Universitas Artistarum e dalla Universitas Iuristarum Il termine Universitas indica etimologicamente un 'insieme" e si applica a svariate categorie, per esempio al mondo mercantile, come attestato dalla definizione di Universitas Mercatorum applicata al collegio dei mercanti».
Carlo Rossella si pone da un punto di vista affatto diverso. «Io non sono uno storico - dice - E non conosco le vicende del Capitolare dell'imperatore Lotario e del Diploma dell'imperatore Carlo IV. Ricordo solo gli ammaestramenti ricevuti, giovane corteolonese, da quel maestro di storia e di umanità corteolonese che era monsignor Faustino Gianani. Egli mi parlava di Lotario, di quel suo sogno di fare di Pavia una città di alti studi, in cui gli scolastici, cioè gli studenti, confluissero da ogni dove. Mi diceva che noi corteolonesi dovevamo essere orgogliosi perchè fu Lotario proprio da Corteolona a fondare quella che oggi è diventata l'Università di Pavia. Non è il caso di fare paragoni. Ma certamente, se anche una figura come Lotario può servire a imprimere finalmente orgoglio e voglia di eccellere nella città di Pavia, benvenuto sia il ricordo dell'imperatore».