Sofri forse a casa tra una settimana
PISA.Adriano Sofri potrebbe lasciare il reparto di pneumologia dell'ospedale Cisanello di Pisa la prossima settimana, al massimo giovedi o venerdi, ma i giorni che passerà nella sua abitazione nei dintorni di Firenze non saranno di convalescenza, perchè le sue condizioni rimangono gravi e preludono, nel 90% dei casi, ad un nuovo intervento chirurgico per far fronte all'infezione al polmone che permane invariata malgrado il trattamento antibiotico. E' stato il figlio Nicola a dare ulteriori particolari sulle condizioni di Adriano Sofri esplicitando la nota medica del dottor Nicolino Ambrosino, direttore del reparto in cui si trova l'ex leader di Lotta Continua che parla di «condizioni in ulteriore sorvegliato miglioramento» e dell'ipotesi di prendere in considerazione «nei prossimi giorni, la possibilità di dimissione, dopo una valutazione dello stato funzionale respiratorio».
Il fatto che ieri siano «stati rimossi anche i drenaggi addominali» e, ora, l'ex leader di Lotta Continua abbia «completa autonomia respiratoria e alimentare» e che può deambulare con cautela anche fuori della stanza di degenza», come recita la nota sanitaria, «non significa - ha spiegato Nicola - che mio padre sia in condizioni tali da riprendere, seppur lentamente, una vita normale. Se sarà mandato a casa mio padre dovrà starsene tranquillo, continuare il trattamento medico e sottoporsi ad esami fino a quando i medici non riterranno giunto il momento opportuno per sottoporlo ad un altro intervento chirurgico per affrontare l'infezione al polmone che resta stabile malgrado il trattamento con antibiotici, il che potrebbe avvenire venti o trenta giorni dopo la dimissione dall'ospedale».
Adriano Sofri era stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale Santa Chiara di Pisa nella notte tra il 25 ed il 26 novembre scorso, dopo essersi sentito male nel carcere Don Bosco dove è recluso perchè ritenuto colpevole di essere stato il mandate dell'omicidio del commissario Calabresi. Il malore era stato provocato da un'ampia lacerazione all'esofago che aveva determinato l'urgenza di un intervento chirurgico durato tre ore.