«Per noi sono stati momenti terribili, mezz'ora da incubo»

TORRE D'ISOLA.«Il momento più brutto? Sicuramente quando sono entrati, ce li siamo trovati davanti all'improvviso».
Sono parole di Sergio Pagani, l'imprenditore rapinato nella sua villa della frazione San Varese di Torre d'Isola con la moglie ed il figlio di vent'anni. «Me li sono trovati davanti - continua il racconto di Sergio Pagani - ed, all'inizio, pensavo che quello con il volto parzialmente scoperto fosse un amico di mio figlio. Ma, ben presto, mi sono reso conto che la realtà era ben diversa. Ho cercato di mantenere il sangue freddo per evitare che facessero del male ai miei familiari. Quando mi hanno chiesto dov'era la cassaforte ho cercato di mentire dicendo che non c'era. Ma quelli erano molto decisi e cosi li ho accompagnati al piano superiore».
La banda ha svuotato completamente la cassaforte e, solo per l'antifurto satellitare, le automobili di famiglia sono rimaste al loro posto.
«Per fortuna è scattato l'allarme - continua il padrone di casa - e cosi hanno desistito. Tre erano sicuramente slavi mentre il complice era italiano. Posso dire che parlava con uno spiccato accento pavese. E' stata veramente una brutta esperienza, abbiamo passato una mezz'ora veramente terribile».
La rapina messa a segno lunedi sera segue di qualche giorno quella nella villa del farmacista Alberto Albreck, in località Sette Filagni sempre nel territorio comunale di Torre d'Isola. Le due ville si trovano a poco più di un chilometro di distanza. Gli investigatori dei carabinieri dovranno chiarire se l'italiano che faceva parte della gang che ha colpito a casa di Pagani fosse anche uno dei due rapinatori della colf del farmacista.
Le indagini dei carabinieri proseguiranno nei prossimi giorni. (a. a.).