Villaggio di Carità, è già lite
PAVIA. Un progetto congiunto tra Comune, Caritas, Fondazione Cariplo e associazioni no-profit per realizzare il 'Villaggio della Carità", sogno nel cassetto del vescovo Giovanni Giudici. E' la proposta avanzata dall'assessore alle pari opportunità Pinuccia Balzamo. Intanto, la sollecitazione del vescovo riaccende l'interesse, e con esso le polemiche politiche. L'assessore ai servizi sociali Francesco Brendolise accusa il ministero dell'Economia di bocciare la richieste del Comune di ottenere i capannoni di via Lomonaco per fare il centro di accoglienza. E si candida ad ottenere i finanziamenti regionali per la casa. A sua volta Sandro Bruni di Forza Italia attacca la giunta: «Imparino da don Boschetti, che mobilitò il presidente Scalfaro».
Don Franco Tassone, responsabile della Casa del Giovane, cosi inquadra gli intendimenti di Giudici: «Monsignor vescovo sollecita tutte le realtà cittadine a riprendere in mano la questione, da lui stesso sollevata a suo tempo. Non si tratta solo di fare fronte all'emergenza, ma di mettere in campo una progettualità a favore dei disagiati. In città si avverte sempre di più l'esigenza di uno spazio di accoglienza notturno e di assistenza diurna. La struttura potrebbe anche ospitare un segretariato sociale, fulcro di una rete di tutti i servizi. Quando diciamo mondo del disagio pensiamo ai campi nomadi, ai servizi Sert per i tossicodipendenti, alle mense di Canepanova e del Fratello a San Salvatore. E pensiamo, d'altro campo, al sostegno che potrebbero dare le Fondazioni bancarie, le organizzazioni umanitarie».
Pinuccia Balzamo, assessore al lavoro, formazione, pari opportunità e sviluppo sostenibile, punta la sua attenzione sul problema della casa: «Avevo già presentato una proposta. La disponibilità della casa è la prima emergenza perchè fa la differenza tra povertà e autosufficienza. E non riguarda solo le povertà estreme, ma settori sempre più ampi, ad esempio famiglie con redditi bassi, anziani singoli e in coppia con redditi al limite della povertà e giovani costretti a rimanere con i genitori perchè non hanno soldi per sposarsi. Occorre un'alleanza pubblico-privato (e privato no-profit). Un modello cui ispirarsi è il progetto congiunto tra il Comune di Milano, la Fondazione Cariplo, la Caritas Ambrosiana e associazioni no profit per dare un'accoglienza ai senzatetto. A Pavia ci sono circa 750 famiglie in lista d'attesa per una casa popolare, ma la nostra impressione è che coloro che sono alla ricerca di un'abitazione siano molti di più».
L'assessore ai servizi sociali Francesco Brendolisepolemizza duramente con il ministero dell'Economia: «Il Villaggio della Solidarietà è nel programma dell'amministrazione comunale, che ha individuato i capannoni ex-militari in via Lomonaco come possibile sede. Ma il ministero dell'Economia e delle finanze, pur sollecitato a contrattare la vendita o la concessione degli spazi, ha risposto in maniera evasiva, dimostrando totale insensibilità. In questi giorni ci attiviamo su un'altro fronte. La Regione ha emanato un bando finanziato con 5 milioni a favore dei Comuni, per realizzare soluzioni abitative temporanee e favorire l'integrazione sociale. Stiamo lavorando per presentare il progetto entro il termine di metà marzo. Se perdurerà il silenzio del Ministero, potremo orientarci ad ampliare il dormitorio di Casa San Francesco in viale Sardegna».
Sandro Bruni, di Forza Italia, attacca a sua volta la giunta Capitelli: «Ho presentato un ordine del giorno al consiglio comunale con dieci punti qualificanti sul problema della casa, ma la maggoranza l'ha bocciato. Ora torno alla carica. Nel 2005 il Comune ha perso il primo treno e non si è inserito nel progetto regionale. Ora presenterò una mozione in consiglio affinchè la giunta presenti la richiesta di partecipazione al bando della Regione. Non vorrei che perdessero anche questo treno. Gli interventi dovranno essere collocati in diverse zone. Proporrò quattro aree oltre a quella di via Lomonaco. Il ministero è sordo? Se don Enzo a suo tempo da solo riusci a mobilitare il presidente della Republca Scalfaro, stento a credere che l'amministrazione Capitelli, cosi capace e brillante, non sappia dialogare con un ministero. Se hanno bisogno di noi, lo dicano».
A sostegno della proposta del vescovo scende in campo la Camera del Lavoro con Franco Vanzati: «L'intervista di monsignor Giudici, oltre a spunti di riflessione sulla fede e al suo esplicitarsi in una società complessa coma la nostra, ripropone con forza l'esigenza della costruzione del" Villaggio della Carità" per ospitare poveri e più in generale dare risposta al disagio abitativo per quelle fasce di persone ai margini della società. La Camera del Lavoro di Pavia da tempo solleva la stessa esigenza e la 'buona compagnia" con cui si trova, dimostra che il problema della accoglienza e delle buone prassi solidali, sono una esigenza che tocca ormai ambiti e luoghi diversi».
«Lo stesso sindaco - continua Vanzati - si è espresso più volte in tal senso e solo gli ostacoli burocratici sollevati dal governo nazionale, stanno rallentando la possibilità di avere un luogo che possa servire per l'accoglienza. Come più volte affermato, la povertà in tutta la provincia tocca ambiti e persone sino a poco tempo prima al sicuro da tale rischio. Ma ad una povertà temporale, che può durare per un periodo della vita, se ne aggiunge una strutturale, un disagio che tocca persone che hanno conosciuto gli effetti delle dipendenza da sostanze e dall'alcol, della solitudine, della perdita dell'autostima e del reddito, della fine di un rapporto famigliare, ma anche cittadini stranieri che hanno trovato ostacoli difficilmente superabili per il loro inserimento».
«E' un mondo composito a cui bisogna dare risposta - continua la Cgil - se non vogliamo avere una società che non vede, o peggio che si rifiuta di vedere quello che accade nel vicino sottoscala, nella via, nella Piazza, nel carcere, o nel mondo del lavoro della propria città».