«I saldi? Lascio fare a mia moglie» Le «confessioni» dei politici pavesi

PAVIA. E' presto per dare una valutazione sulla «corsa ai saldi». Le associazioni di categoria non si sbilanciano: «Ne riparliamo a metà settimana», tagliano corto all'Associazione commercianti (Ascom); «I primissimi dati appaiono positivi», si sbilanciano alla Confesercenti. Insomma, una generale prudenza. Ma come si comportano i consumatori? Abbiamo provato a chiederlo a qualche pavese più noto di altri: come all'ex-sindaco Albergati e al commissario straordinario dell'Isu, Graziano Leonardelli, ad esempio. Ma non solo.
Dunque, archiviato il periodo delle feste, ora l'attenzione è sui tanto attesi saldi di fine stagione. Ora che sono iniziati molti sono pronti ad arricchire il guardaroba.
E in effetti è proprio l'abbigliamento il settore più «forte» in questo momento: dalle giacche ancora utili per ripararsi dal freddo insistente alle scarpe e accessori per soddisfare sfizi e vanità. Scrutando all'interno dei negozi si nota che le donne sono le maggiori sold victims, riescono a sopportare le attese, selezionano in modo meticoloso ogni piccolo elemento e una volta «afferrata la preda» non se ne liberano più. «E' ancora presto per dare una valutazione - sostiene però Romeo Iurilli (Confesercenti) - anche se abbiamo già notato una vendita maggiore rispetto all'anno scorso nel settore dell'abbigliamento, nonostante l'anticipo dei saldi abbia creato qualche problema». «Le famiglie hanno risparmiato a Natale per comprare cose utili - continua Iurilli - e si riscontra una maggiore attenzione ai capi firmati, molto più accessibili a metà prezzo. Ci siamo resi conto che è necessaria una promozione dei saldi nel centro di Pavia, provvederemo presto soprattutto per incrementare l'affluenza, diminuita a causa degli outlet che attirano molto le famiglie». Con stupore si scopre che anche gli uomini hanno imparato a valutare attentamente le spese, con particolare attenzione al rapporto qualità-prezzo, come conferma Lorenzo Fergonzi, dirigente della scuola media Casorati: «Anch'io aspetto i saldi, soprattutto per gli acquisti di abbigliamento. E' assurdo vedere certi prezzi, considerando che i negozianti si lamentano della diminuzione delle vendite. Siamo entrati in un circolo vizioso, se riuscissero ad abbassare i costi indubbiamente venderebbero di più». Interviene anche l'ex primo cittadino di Pavia, Andrea Albergati: «Io non mi occupo degli acquisti ma posso dire che mia moglie approfitta della convenienza di questo periodo per l'abbigliamento della famiglia». Gli affari attirano tutti, anche coloro che non attendono questo particolare momento per gli acquistare: «Normalmente compro quando ho bisogno, indipendentemente dagli sconti - dice Graziano Leonardelli - anche se alla fine approfitto sempre anch'io di qualche offerta particolare». Altri sostengono di non avere un reale interesse come Nadia Meriggi, insegnante elementare ed ex-assessore: «Non aspetto il periodo degli sconti di fine stagione, dò attenzione alle mie necessità in qualsiasi periodo dell'anno». Della stessa opinione è Mariella Sias, funzionaria del Comune: «Preferisco acquistare prima di Natale per non rischiare di non trovare le taglie e i colori preferiti, a meno che si tratti di qualche capo particolare che rimane più facilmente e posso approfittarne». Infine nella frenesia è importante anche preservarsi dai tranelli che si presentano inevitabilmente ogni anno: «Una delle prime stranezze segnalate al nostro centralino anti-truffa (tel. 800.492190) riguarda la difficoltà a cambiare la merce in saldo dopo l'acquisto in alcuni negozi - avvisa Spadini della Federconsumatori - nonostante la disponibilità iniziale del commerciante. Esempio concreto è un negozio di camicie del centro che non cambia il proprio prodotto se non perfettamente integro, cosa impossibile dato che è necessario provarlo». «Fate attenzione a questo aspetto - continua Mario Spadini - perchè non esiste ancora alcuna legge che ci tutela, il consiglio concreto è di far scrivere espressamente dal commerciante sullo scontrino che è possibile cambiare il prodotto». (a.n.)