«Terme, vogliamo sapere»
SALICE.Dopo i botta e risposta di maggioranza e minoranza, sulla questione Terme di Salice adesso scende in campo l'associazione «Amici di Salice» che si è costituita nei mesi scorsi. In una nota questo gruppo che si dice apolitico afferma: «Le Terme di Salice dal momento in cui l'intera totalità delle Azioni passava al Comune di Godiasco, (dicembre 1999) ha chiuso in passivo tutti gli esercizi accumulando perdite per oltre 3 milioni e mezzo di euro. La responsabilità di siffatto operato non può quindi essere circoscritta al solo amministratore unico, peraltro, espressione dell'amministrazione comunale, in quanto vicesindaco di Godiasco».
E ancora nel documento di critica: «Ricordiamo inoltre che nel corso del 2003 la già citata amministrazione comunale ha acceso un mutuo ventennale di un milione di euro, al fine di contribuire ad un piano di rilancio delle Terme. Allo stato dei fatti ci sembra piuttosto ingiusto che i contribuenti di Godiasco concorrano al relativo rimborso per i rimanenti 18 anni». Gli «Amici di Salice» proseguono: «In merito alle pregresse politiche aziendali attuate da Terme di Salice, ci preme inoltre ricordare che altre importanti Aziende termali Italiane in posizione analoga a quella di Salice, in quanto ex Eagat, (Salsomaggiore, Montecatini, Chianciano) all'atto del passaggio della proprietà degli Enti Locali, hanno scorporato e mantenute pubbliche le proprietà immobiliari, mentre hanno privatizzato la sola attività Termale. Pur non valutando positivamente i termini economici della cessione delle quote, si prede atto che ora si intenda investire e concorrere in modo determinante, oltre che nell'ambito di una legittima logica di business, anche al rilancio della non più nostra località termale. A tal proposito saremmo interessati ad approfondire con l'ausilio dello stesso sindaco, il piano industriale siglato in cui è prevista la creazione di nuovi posti di lavoro su di un progetto da cui il partner privato può in qualsiasi momento e a sua discrezione recedere in quanto i «patti parasociali» siglati dalle parti non contemplano l'esistenza di garanzie economiche sottostanti da discutere in caso di inadempimento. Dal momento che l'amministrazione ha ritenuto bene di non informare la cittadinanza di quanto stava accadendo, abbiamo ragione di ritenere che sia un dovere dell'amministrazione illustrare tutte le novità del caso». (a.d.)