«Saldi da Capodanno per fermare i furbi»

VOGHERA. Il mercato la mattina, il presepe vivente il pomeriggio: condizioni ideali per organizzare un'apertura festiva dei negozi all'esordio dei saldi. La grande maggioranza dei commercianti vogheresi, ieri, ha optato per un'apertura pomeridiana. Ma anche la mattina, con migliaia di pendolari a casa per la giornata festiva, i saldi hanno fatto il pieno. Il presidente dell'Ascom, intanto, lancia una provocazione: «L'ideale sarebbe far iniziare i saldi alla fine di gennaio - spiega Umberto Baggini -. Piuttosto che farli partire al 5 gennaio, però, preferirei vederli iniziare con il primo dell'anno».
«Con i saldi al via il 5 gennaio, anche quest'anno siamo rimasti di fatto fermi nei dieci giorni tra Natale e l'inizio delle promozioni: la gente, dopo aver comprato i regali, ha aspettato i saldi per gli acquisti più impegnativi. E nel frattempo abbiamo dovuto leggere le lettere scritte da qualche collega ai clienti abituali. Lettere in cui si invitavano i clienti, per cosi dire di serie A, a fare gli acquisti tra la fine dell'anno e l'inizio dei saldi: ottenendo gli stessi sconti in barba alle regole, ma con la possibilità di fare scelte privilegiate visto che per la grande massa delle persone i saldi non erano ancora iniziati. Se saldi devono essere, però, saldi siano: non è questo il modo. Cosi facendo, si penalizzano i clienti che non hanno santi in paradiso e non ricevono gli inviti personali a quelli che si possono chiamare 'pre saldi"».
Detto dal presidente dell'Ascom, è un attacco duro alla gestione delle vendite promozionali. Saldi di fine stagione che, sempre più anticipati fino ad arrivare in pieno inverno, non hanno mai fatto gridare di gioia la categoria. Tanto più che, con nomi e forme giuridiche diverse, le vendite promozionali da tempo si susseguomno anche al di là delle date canoniche fissate dalla Regione per i saldi invernali o estivi. Una babele di regole che più volte ha spinto i commercanti a chiedere norme certe o, in alternativa, una liberalizzazione totale. E se davvero in un futuro nemmeno troppo lontano i saldi dovessero essere liberalizzati? Dopotutto in molti paesi europei la regola è questa già da anni, e i singoli negozianti decidono quando avviare le vendite promozionali per liberare i magazzini e 'fare cassa" in vista degli acquisti per la stagione successiva.
«Una proposta di questo tipo è già stata avanzata da Federmoda, l'associazione di categoria di chi vende abbigliamento - aggiunge Baggini -. Di fatto, come in qualche modo già accade per la grande distribuzione, tutti sarebbero liberi di fare promozioni quando vogliono. A livello personale, devo dire di essere d'accordo con una impostazione del genere: se non altro si stabilirebbe una linea di demarcazione netta tra chi propone qualità e professionalità e chi vende al ribasso in ogni periodo dell'anno puntando solo sugli acquisti economici».
Saldi tutto l'anno: il dibattito è aperto e coinvolgerà nei prossimi mesi tutta la categoria. (s. ro.)