Gli amici dei bimbi saharawi
VIDIGULFO. La classe 2ªB della scuola media 'Giovanni XXIII" ha avviato un progetto di scambi culturali con una classe saharawi, popolazione di origine araba costretta a vivere in campi profughi nel deserto sahariano nell'estremo sud-ovest dell'Algeria. L'Associazione 'Toures Illben Saharawi" che in Italia sensibilizza le realtà locali si è offerta di fare da tramite per la realizzazione del progetto. Un primo incontro in classe ha permesso agli alunni di Vidigulfo di documentarsi sulla vita dei saharawi; i volontari dell'associazione hanno mostrato foto, prodotti dell'artigianato locale e hanno anche ricreato in classe piccoli momenti tradizionali di vita quotidiana, come il rito del tè.
Nel mese di dicembre inoltre, i volontari hanno portato ai bambini saharawi i materiali che erano stati prodotti dagli alunni di Vidigulfo: reportage fotografici che ritraggono momenti di vita quotidiana, giochi inventati dai ragazzi e macchine fotografiche monouso offerte dalla biblioteca comunale, che è lo sponsor del progetto. Tutte cose molto semplici e nulla che potesse dare l'idea della nostra ricchezza.
Al rientro in Italia l'associazione (un gruppo di volontari partito da Reggio Emilia) porterà a Vidigulfo nei prossimi giorni, al momento del rientro dei ragazzi sui banchi di scuola, il lavoro realizzato dagli alunni saharawi.
L'obiettivo che si intende raggiungere con il progetto in questione è quello di mettere in contatto realtà diverse per meglio comprendere e valorizzare le diversità nel rispetto delle identità culturali, oltre al fatto di riuscire a sensibilizzare l'opinione pubblica su realtà che non garantiscono i diritti dell'infanzia, come ad esempio il diritto a condizioni accettabili di vita e di istruzione.
Una mostra realizzata alla fine dell'anno scolastico presenterà poi i risultati del progetto dando visibilità al lavoro dei due gruppi di ragazzi che seppur distanti sono riusciti con entusiasmo a sorridere insieme comunicando tra di loro le rispettive usanze e abitudini.
L'augurio che in molti si fanno è anche quello di sensibilizzare le autorità comunali perchè possano considerare l'opportunià di organizzare iniziative dirette a offrire ospitalità ai bimbi stranieri magari già a partire dalla prossima estate. (g. str.)