Il Centro d'aiuto sempre all'erta

PAVIA.27 donne lo scorso anno hanno stracciato al San Matteo il certificato di aborto. E sempre al san Matteo, accanto al reparto di Ostetricia e Ginecologia, a fornire sostegno e supporto alle donne che intendono abortire c'è, da otto anni, la presenza del Cav. Il centro di Aiuto alla Vita, di cui è presidente Piero Sandro Assanelli, non fanno altro che sperimentare ciò che la riforma prevede: la presenza di volontari nei consultori. Alla base di questo impegno una sola convinzione: che la vita va difesa e che non c'è niente di male a convincere le donne che vogliono abortire a non farlo.
«L'articolo 2 della legge dice che si deve lavorare per aiutare le persone a rimuovere le cause che portano all'aborto - spiega Assanelli -. La legge sancisce che accanto alla possibilità di abortire c'è anche quella di non farlo. Che male si fa a ricordare ad una mamma che ha la libertà di tenere il suo bambino? Su 850 donne non ne ho trovata una che si sia pentita di avere dato alla luce il figlio. E anche a quelle che hanno scelto un'altra strada non abbiamo mai chiuso la porta. Per loro c'è sempre una parola, perché sappiamo che è un momento di lutto e di dolore. In 30 anni da volontario ho parlato con almeno 1000 donne e circa 850 hanno tenuto il figlio».
Un numero significativo. Che conferma come il dibattito attorno alla questione del libero diritto di scelta sia ancora tutta aperta. E che le implicazioni di tipo morale e i convincimenti etici hanno ancora un peso sostanziale nelle decisioni.