Toro lascia le inchieste sulle scalate
ROMA. Ha ritenuto che fosse l'unica cosa da fare dopo aver saputo di essere stato indagato dalla procura di Perugia. Ieri mattina, con un lettera al capo della procura di Roma Giovanni Ferrara, il procuratore aggiunto Achille Toro ha lasciato tutte le inchieste sulle scalate bancarie di cui è stato il coordinatore, quella sull'Opa Antonveneta, sulla scalata alla Banca nazionale del lavoro e alla Rizzoli Corriere della Sera. 'Sono amareggiato, ma mi difenderà. La lettera con cui chiedo di sospendermi dalle inchieste è però un atto doveroso, non una resa".
La decisione di lasciare è arrivata al termine di una lunga mattinata trascorsa da Toro chiuso nell'ufficio del procuratore capo Ferrara, dove lo hanno raggiunto i sostituti che lavorano con lui sulle inchieste riguardanti le scalate bancarie e dove ha ricevuto anche la solidarietà di molti colleghi. Alla fine, ha affidato a una lettera indirizzata alle stesso Ferrara la decisione presa: 'La sollecita conclusione delle indagini presso gli uffici di Perugia - scrive il magistrato - porterà all'accertamento della mia completa estraneità ai fatti contestatimi".
Toro è indagato dalla procura di Perugia per violazione del segreto d'ufficio. Secondo l'accusa avrebbe rivelato al giudice Francesco Castellano, presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano, che il Banco di Bilbao, rivale di Unipol nella scalata alla Bnl, aveva presentato un esposto. Notizie che poi Castellano avrebbe riferito direttamente al presidente del gruppo assicurativo Giovanni Consorte. Toro sarà interrogato il 13 gennaio prossimo dal procuratore Nicola Miriano e dai sostituti Alessandro Cannevale e Sergio Sottani.
La scelta di Toro è stata definita 'opportuna" dal presidente dell'Associazione nazionale magistrati Ciro Riviezzo. 'Contribuisce a rasserenare il clima».