Quell'imbarazzo per Fausto

SANNAZZARO. Quando Fausto Coppi, spesso accompagnato dai fidi scudieri Carrea e Milano, arrivava a Sannazzaro l'armeria Legnazzi di via Santi Nazzaro e Celso si riempiva di curiosi e di ragazzini. Camillo Legnazzi, titolare del negozio ed amico di vecchia data del Campionissimo, racconta un aneddoto curioso, ispirato al contrastato amore tra Coppi e Giulia Occhini, la «Dama bianca». Camillo Legnazzi, oggi 87enne: «Un pomeriggio invernale Fausto e la Dama Bianca arrivarono all'improvviso a casa mia. Passarono furtivamente dal cortile essendo il negozio chiuso. Mia madre si dimostrò subito imbarazzata, quasi offesa perché quel tipo di rapporti era, a quei tempi, bandito, decisamente poco conveniente». Un'altra Italia, insomma.
Ricorda ancora Legnazzi: «Quel suo amore fuori dagli schemi, condannato dalla morale d'allora, non piacque a mia madre. E Fausto, da persona intelligente, capi tutto e se ne andò quasi subito. Poi mi confessò che la Occhini si offese molto per l'atteggiamento di mia madre e impedi, per diversi mesi, al Campionissimo di venire ancora a casa mia». Tutto si ricompose con il tempo e quell'amicizia tra Fausto e Camillo continuò ininterrotta sino al 2 gennaio del 1960, esattamente 45 anni fa, il giorno in cui il «grande airone» chiuse per sempre le ali. A Sannazzaro e a Scaldasole, Fauso Coppi era di casa. E' qui che il Campionissimo aveva tante amicizie e dove godeva di momenti di semplicità. A Sannazzaro e a Scaldasole aveva scelto i suoi eremi di caccia anche grazie ad un amico fraterno che ancora oggi ricorda mille aneddoti. Quel lontano 2 gennaio di 45 anni commuove ancora oggi Camillo Legnazzi, l'87enne titolare con il figlio Paolo dell'avviata armeria in via Santi Nazzaro e Celso, la stessa dove Coppi era solito trovarsi prima delle sua battute di caccia in Lomellina. «Fausto era solito trovarsi a casa mia - ricorda Legnazzi - per tante serate tra amici, per scegliere le migliori armi da usare a caccia. Proprio le battute nel boschetto di Scaldasole della famiglia Strada erano la sua grande passione. Dopo le gare più difficili e le epiche vittorie, veniva a Sannazzaro per sparare quattro colpi. Era il miglior modo per rlassarsi...».
Paolo Calvi