Scrutinio elettronico in cinque regioni
ROMA. Alla consultazione politica del 9 aprile 2006, per dieci milioni di elettori di quattro o cinque regioni, circa il 20% del corpo elettorale, lo scrutinio delle schede sarà fatto con il procedimento elettronico. Si rende più ampia, e avrà valore giuridico, la sperimentazione già fatta, con risultati definiti ottimi, nel 2004 per le europee, in 1.500 sezioni elettorali, e in Liguria nelle scorse regionali. In caso di disparità di conteggio, avrà valore lo scrutinio fatto con il metodo tradizionale.
Altre due novità sono state annunciate dal ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, dopo la riunione del governo che ha varato il decreto legge. Per la prima volta, osservatori dell'Osce (organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea), autorizzati da un apposito decreto, saranno ammessi ai seggi elettorali per «controlli di routine. Per evitare interpretazioni maliziose, è stato ricordato che una attività di controllo l'Osce l'ha già esercitata nel 2002 in Francia, nel 2003 in Gran Bretagna, nel 2004 in Spagna, negli Stati Uniti e nella Federazione russa. Ora tocca all'Italia, sulla base di una norma prevista dal 1990 dal «Documento di Copenaghen».
L'altra novità, salutata con soddisfazione dall'associazione Luca Coscioni, è che potranno votare a domicilio anche «i cosiddetti disabili intrasportabili». Questa rivendicazione non fu accolta per il referendum sulla fecondazione assistita, «quando accadde che 100 mila disabili che non hanno la possibilità materiale di recarsi al seggio, furono direttamente acquisiti nell'esercito degli astensionisti».
Lo scrutinio elettronico, come ha spiegato il ministro per l'innovazione e le tecnologie, Lucio Stanca, riguarderà oltre 15mila sezioni elettorali. Servirà al conteggio, alla trasmissione e all'aggregazione dei risultati per ciascuna sezione elettorale. I risultati complessivi saranno spediti, per via telematica, a un apposito centro nazionale operativo che raccoglie e aggrega i dati. Al coordinamento delle procedure digitali di scrutinio, provvederà la nuova figura dell'«operatore informatico». Gli strumenti tecnologici utilizzati per lo scrutinio elettronico, resteranno in dotazione agli uffici statali. La sperimentazione riguarda anche la trasmissione diretta dei risultati dalle Corti d'appello alla Camera e al Senato.
Pisanu ha precisato che sarà il parlamento a decidere sulla norma che esenta i piccoli partiti dalla raccolta delle firme per la presentazione delle liste. Per questo, essa non fa parte del decreto approvato dal governo. Daniele Capezzone dice che viene aggravato il tentativo di impedire la partecipazione a pari titolo della 'Rosa nel pugno" alle prossime elezioni. Il verde Paolo Cento ha espresso «forti perplessità» sulle nuove modalità di voto e ha chiesto un confronto «serio e rigoroso» in parlamento prima dello scioglimento delle Camere.
Sempre ieri «Il Sole-24 Ore» ha scoperto il mistero del ritardo di qualche giorno con cui la Gazzetta ufficiale ha pubblicato la nuova legge elettorale. Ciò è dovuto alla necessità di dare più tempo, a chi è ineleggibile, di dimettersi dalla carica e di poter partecipare alle elezioni.