«Non ci sono più conti all'estero»


MILANO.Giovanni Consorte manda avanti i suoi avvocati. Il giorno dopo l'interrogatorio in procura a Milano, il numero uno di Unipol cerca di smontare le accuse che gli vengono rivolte. Ieri il suo legale, l'avvocato Franco Sgubbi di Bologna, si è fatto sentire con i giornali ed ha affrontato diversi temi. Ha spiegato, per esempio, che «i compensi dati dalla Hopa di Gnutti a Consorte sono legati alle consulenze effettuate dall'ingegnere (cioè da Consorte) nella vicenda Telecom nel corso di tre anni». Queste parole si scontrano con un comunicato emesso sabato 24 dicembre dalla Pirelli di Marco Tronchetti Provera: «Abbiamo avuto, nel corso delle trattative svoltesi nel luglio 2001, un solo interlocutore, il dottor Emilio Gnutti, rappresentante della Bell». Dunque chi ha condotto le trattative per il passaggio delle azioni Olivetti dalla Bell (di Gnutti e Consorte) alla Pirelli di Tronchetti?
Altro punto controverso sono i soldi depositati all'estero. «Al momento l'ingegner Consorte non ha più nessun fondo all'estero - dice il suo legale - perchè i fondi sono tutti rientrati in Italia attraverso lo scudo fiscale, e dunque attraverso un'attività pienamente lecita». Invece risulta che Consorte abbia fatto rientrare solo 5 milioni di euro mentre sulla cifra di 50 milioni (quella che viene contestata dalla procura), il legale si limita a dire: «Stiamo ancora facendo i conti».
Sull'Opa che Unipol vorrebbe lanciare su Bnl (si attende il via libera di Bankitalia ma i tempi non sono brevi), l'avvocato Sgubbi dice: «Unipol andrà avanti, anche in caso di dimissioni di Consorte. Tutto è stato fatto in maniera regolare, alla luce del sole. Unipol non ha subito danno e pregiudizio dall'attuale vertice. Anzi, Consorte e Sacchetti l'hanno portata da un ruolo marginale ai primi posti della scena finanziaria».
Il legale afferma anche che «Consorte non ha mai agito e operato su azioni Unipol». E quindi spiega che Consorte non conosce Bruno Bertagnoli, l'ex agente di Borsa interrogato nei giorni scorsi. In effetti Consorte non è accusato di aver fatto operazioni sul titolo Unipol. E' Bertagnoli che dice di aver guadagnato 3 milioni di euro facendo trading su Unipol e di aver girato 2 milioni in un conto a Montecarlo su indicazione di Gianfranco Boni, il direttore finanza della banca di Lodi (e solo dopo Bertagnoli ha saputo che il conto era di Consorte).
Infine l'avvocato Sgubbi spiega che «Unipol non ha avuto a che fare con la scalata Antonveneta e che Consorte aveva manifestato a Gnutti la sua opposizione alla partecipazione alla scalata». Risulta invece che Unipol ha comprato il 3,7% di Antonveneta per 130 milioni di euro (e Consorte è indagato per aggiotaggio sui titoli Antonveneta) e poi si è schierata al fianco di Fiorani nella famosa assemblea del 30 aprile che aveva assegnato, per pochi giorni, allo stesso Fiorani il posto di presidente della banca padovana. Consorte aveva invece dichiarato alla Consob di aver fatto l'acquisto «per difendere l'interesse di Unipol in Antonveneta» in quando la compagnia di assicurazione aveva in corso una trattativa per poter vendere le proprie polizze negli sportelli della banca padovana.

Gigi Furini