Pavia, sette giorni per decidere
PAVIA. Anche ieri Riccardo Meggiorini ha ricevuto un messaggio di scuse da parte di Marco Veronese. Ma per il momento, non ha intenzione di perdonare il compagno che in allenamento l'ha colpito con un pugno violentissimo. «Ha trentun anni, è che ora che si renda conto di quello che fa», commenta l'attaccante, ancora scosso per quanto accaduto. Sul fronte medico, la visita di ieri non ha sciolto la riserva sullo stato di salute del suo occhio: la retina ha subito un trauma per il quale potrebbe essere necessario un intervento con il laser. Probabilmente se ne saprà di più martedi, quando il calciatore sarà sottoposto a un altro controllo. Di sicuro Meggiorini non potrà scendere in campo per parecchie settimane, altrimenti la lesione alla retina potrebbe aggravarsi. Anche Veronese ha riportato la frattura di una falange della mano. E con le due punte centrali fuori nelle ultime due partite, il Pavia potrebbe essersi giocato la possibilità di fare un balzo in avanti in classifica, magari appaiando il Genoa in vetta. Invece quasi sicuramente la società sarà costretta a tornare sul mercato per far fronte all'emergenza in attacco che si è venuta a creare.
In attesa dei probabili nuovi acquisti la società interviene sul caso, dopo che ieri Riccardo Meggiorini aveva denunciato senza mezzi termini con una intervista quello che è successo dieci giorni fa in allenamento.
Il direttore generale Armando Calisti sottolinea la gravità del gesto di Veronese e non esclude una sanzione, né addirittura che il giocatore possa essere ceduto. Allo stesso tempo, sembra prevalere l'intenzione di non prendere decisioni affrettate, magari nella speranza che l'episodio si possa in qualche modo ricomporre nelle prossime ore. «Non voglio punire il giocatore oltre quello che è già stato fatto», ripete più volte il dg del Pavia. Per il momento la severità va di pari passo con la voglia di smorzare i toni per quanto è possibile in questa brutta vicenda. Ecco perché ci sarà una pausa di riflessione di una settimana, al termine della quale il caso dovrà essere risolto in un modo o nell'altro.
Calisti, che idea vi siete fatti su quello che ha denunciato Meggiorini?
«Ovviamente riteniamo che sia un fatto gravissimo, che oltretutto ci ha enormemente daneggiato. Quello che ci sfugge e che più ci fa pensare sono i motivi che possono stare dietro a questo gesto. E' una cosa spiacevole e sbagliata quella che ha fatto Veronese, che ha conseguenze su tutti quanti ci mette in grossa difficoltà».
Avete parlato con i due protagonisti della vicenda?
«Si, ci abbiamo parlato subito e Veronese ci ha spiegato che è stato colto da una specie di raptus, non è più nemmeno in grado di ricordare quello che ha fatto. Resta la gravità del suo atto».
Anche perché sul volto di Meggiorini si è dovuti intervenire con 15 punti di sutura.
«Si, è qualcosa che va al di là delle inimicizie e delle antipatia, che pure ci possono stare tra due persone».
Come pensate di agire nei prossimi giorni?
«Al di là della condanna del gesto e del grosso danno che tutto il Pavia calcio ha ricevuto, anche sotto il profilo economico, io non mi sento di essere più duro di cosi. Valuteremo con calma il da farsi, ci siamo dati una settimana di tempo, ma onestamente, lo ribadisco, non mi va nemmeno di essere più duro di quanto sono già stato con il giocatore. In fondo Veronese non ha ucciso nessuno e non sarebbe giusto punirlo più del dovuto».
Lei pensa che Meggiorini abbia fatto male a rilasciare l'intervista nella quale ha denunciato i fatti del 15 dicembre?
«No, assolutamente, ha fatto ciò che riteneva giusto. Noi rispettiamo pienamente la sua decisione. Non apparteniamo al partito dei perdonisti, però ribadisco che non abbiamo intenzione di calcare la mano e crocifiggere Veronese. Consideriamo che stiamo parlando di un ragazzo, con una famiglia. In questo Paese spesso non si punisce chi commette delitti gravissimi, dunque non mi pare il caso di gettare eccessivamente la croce addosso a Veronese. Abbiamo dato anche a lui un po' di tempo per riflettere su quello che ha fatto. So che ha parlato con Meggiorini».
Lei esclude che possa andare via?
«No, io non escludo niente. D'altronde il primo a essere in difficoltà in questo momento è proprio Veronese. Ci diamo una settimana di tempo per valutare il da farsi».