Tredicenne ammazzato a Enna Un compagno accusato di omicidio


ENNA.Si allargano le indagini sull'omicidio di Francesco Ferreri, il tredicenne trovato cadavere domenica scorsa in un dirupo alle periferia di Barrafranca, in provincia di Enna. Al vaglio degli inquirenti ci sono le dichiarazioni di un gruppo di ragazzini. Non è escluso che dietro al delitto ci sia l'ombra del "branco". Si cerca dunque di capire la posizione di un terzo minorenne (che si aggiunge ai due già indiziati da giorni) che avrebbe attirato Francesco fuori casa per consegnarlo nelle mani di chi poi lo ha ammazzato. La pista privilegiata resta quella della pedofilia anche se non si escludono altre ragioni che si celerebbero dietro un giro oscuro e perverso in cui emergono anche alcuni adulti. L'ipotesi più accreditata sembra che Francesco avesse visto o partecipato a qualche cosa di cui poi si è pentito o vergognato. Il ragazzo potrebbe essere stato ucciso perché aveva parlato troppo. Unico indagato, che ha ricevuto un avviso di garanzia per concorso in omicidio volontario, è un minorenne di 14 anni che avrebbe minacciato e molestato sessualmente Francesco in più occasioni. La madre e il fratello sedicenne del minore indagato, e i rispettivi due padrini di cresima, non risulterebbero iscritti ufficialmente nel registo degli indagati ma sarebbero persone sospette interrogate in qualità di testimoni. Nulla trapela dagli uffici giudiziari della procura dei minori di Caltanisetta e di quella ordinaria di Enna che attendono per questa mattina i primi risultati, conseguiti dai carabinieri del Ris, del Dna sui capelli trovati nelle mani di Francesco. Capelli che la vittima avrebbe strappato al suo assassino (o assassini) nel tentativo di difendersi. E per ricostruire le circostanze in cui è maturato il delitto ieri mattina, nella caserma di Barrafranca, sono stati nuovamente ascoltati i genitori della vittima, la madre, Anna Bonanno e il padre, Giuseppe Ferreri, hanno spiegato che la sera di venerdi 16 dicembre, quando Francesco usci di casa, verso le 19, nessuno ha visto nulla. Ma lo zio della vittima, Angelo, ha ripetuto con forza che il minorenne ora indagato per l'omicidio e il padrino danno versioni discordanti riguardo quella sera. Il ragazzino dice di essere uscito venerdi poco prima delle 19 e di non aver incontrato Francesco, mentre il padrino parla delle 20,30. Ed è sulle contraddizioni che ora gli inquirenti faranno ulteriori accertamenti.

dall'inviata Roberta Rizzo