Legge sul risparmio, si finale
ROMA. Altre due fiducie e la legge sul risparmio è approvata. La Bce fa sapere che le nuove norme sulla Banca d'Italia vanno bene, anche se su concorrenza-vigilanza servirebbe maggior chiarezza. L'attenuazione delle pene sul falso in bilancio è accompagnata da polemiche e se il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, commenta con un «bene, ben fatto», l'approvazione a tempi di record, per i consumatori dell'Adusbef si tratta di frode verso i risparmiatori.
«È un vero e proprio salvacondotto offerto dal governo ai bancarottieri ed ai truffatori di professione», dice con il consueto piglio il presidente, Elio Lannutti.
Approvata la legge, scatta la corsa per il successore di Fazio. La nomina potrebbe arrivare già nel consiglio dei ministri del 29 dicembre, ma qualcuno fa osservare che perché l'iter della riforma sia completato serve l'adeguamento dello Statuto della Banca d'Italia, adeguamento che potrebbe avvenire non prima di metà gennaio. I nomi in lizza restano i soliti, con Mario Draghi sempre in pole position e Vittorio Grilli riaccreditato da Berlusconi.
Due anni dopo i crac.Sono passati due anni dai crac finananziari di Parmalat e Cirio, qualche mese meno dal botto argentino. I ritardi sono stati molti, le imboscate anche. «Tre mesi fa - osserva Enrico Morando, senatore Ds, nelle dichiarazioni di voto - avanzammo quattro proposte: consiglio dei ministri per sfiduciare Fazio e chiedere al consiglio superiore della banca la sua revoca; collegialità per le decisioni; trasferimento della concorrenza all'Antitrust; rimadare a un'altra fase la questione della proprietà. Ci avete risposto con quattro no. Dopo tre mesi avete esattamente cosi, con ritardo e grave danno per il Paese».
Due fiducie e la legge va.Al Senato il governo sceglie di porre due fiducie che con le tre della Camera fanno cinque sullo stesso provvedimento, un record. Nella prima (riforma della Banca d'Italia) finisce 153 a 65, nella seconda, falso in bilancio, 152 a 55. Il si definitivo arriva con 142 si e 24 no.
Falso semplice.I nodi del falso sono prescrizione del reato e obbligatorietà dell'azione penale. I reati sono prescritti dopo tre anni. C'è il falso «semplice» che prevede reclusione fino a due anni. Punibilità esclusa se falsità e omissioni portano a variazioni inferiori al 5% del risultato al lordo delle imposte o una variazione del patrimonio netto non superiore all'1%. Al massimo sanzione amministrativa o interdizione da 6 mesi a tre anni.
Falso con danno.La reclusione è da tre a sei anni, ma si procede solo per querela della persona offesa anche «se il fatto integra un altro delitto ancorché aggravato al danno del patrimonio di soggetti diversi dai soci e dai creditori, salvo che sia commesso in danno dello Stato, di altri enti pubblici o della Comunità europea». Se si tratta di spa quotate in Borsa la pena va da 1 a 4 anni e si procede d'ufficio. Pena da 2 a 6 anni, invece, se c'è «grave nocumento ai risparmiatori» ovvero se il danno tocca almeno 58mila risparmiatori o se è stato distrutto lo 0,1 per mille del Pil.
Il si della Bce.Disco verde della Bce sulla riforma di Bankitalia: in una nota «accoglie con favore» le novità portanti del provvedimento, la collegialità, il mandato a termine e la distinzione tra concorrenza e vigilanza. La Banca centrale europea «nota con piacere che l'Italia ha accolto molte» delle sue osservazioni e, «più specificamente si compiace» degli emendamenti che introducono il principio di collegialità per il processo decisionale del direttorio.