Viados sfruttati e minacciati con macumbe

MILANO. Dal Brasile in Italia, attraverso Svizzera, Francia e Spagna, molti transessuali venivano sequestrati e costretti a prostituirsi lungo le strade di Milano e della periferia, fino a quando riuscivano ad affrancarsi dalle spese di viaggio: dagli otto ai 13mila euro. E c'è il sospetto che alle loro feste abbiano partecipato anche alcuni minori. La polizia ha concluso con quattro arresti un'operazione iniziata lo scorso ottobre, che ha portato anche all'emissione di tre ordini di cattura internazionali nei confronti di coloro che gli investigatori ritengono siano i capi della banda. Questi sono in Brasile.
I transessuali (ne sono state identificati una quarantina, ma si pensa possano essere assai più) sono terrorizzati e non parlano. Gli agenti della mobile hanno sequestrato un video nel quale si vede una festa in Italia cui partecipano alcuni di loro. Ci sono dei minori nelle riprese, ma non ci sono scene di sesso. L'ipotesi di pedofilia è dunque solo un sospetto, avvalorato dal fatto che le indagini sono iniziate da una telefonata anonima fatta sul 113 lo scorso gennaio in cui si parlava esplicitamente di sesso consumato con giovani sudamericani. I viados venivano reclutati in locali notturni di Brasilia, Fortaleza e Curitiba. Al loro arrivo in Italia venivano sottoposti a sortilegi (da qui il nome 'Macumba" all'operazione) per tenerle sotto il controllo dei loro aguzzini. E oltre alle spese di viaggio, dovevano anche assicurare 600 euro la settimana, di cui 150 a titolo di affitto del posto di strada conquistato dall'organizzazione e da loro presidiato. In carcere sono finiti Antonio Araujo Cleuber, detto Keyti, 32 enne, che sulla foto segnaletica appare sorridente, Julio Oliveira De Moraes, 28 anni, detto Julianinha (entrambi dai tratti femminili molto marcati), Marco Jose Da Silva, 32 anni, e Luiz Carlos Machado, di 46 anni. Sono considerati i terminali italiani dell'organizzazione. Devono rispondere di associazione per delinquere, sfruttamento della prostituzione e dell'immigrazione clandestina, di estorsione. Altri quattro furono arrestati lo scorso ottobre. Del modo feroce con il quale essi tenevano sotto controllo le loro prede fa fede un episodio reso noto dalla polizia: uno dei transessuali per un mese e mezzo è stato ricoverato in ospedale per problemi ai reni e operato. In seguito al ricovero non ha potuto lavorare. All'uscita è stato preso di forza e picchiato selvaggiamente da uno degli arrestati che lo riteneva in debito dell'affitto del posto in strada rimasto per tutto il tempo inutilizzato.
I transessuali si prostituivano (e forse ancora lo fanno) a Milano lungo le vie Novara, Silla e Ripamonti, a Monza lungo i viali Stucchi e Industrie, a Cisliano lungo la strada provinciale 236. Pagavano per il posto, pagavano per vitto e il posto letto in tre appartamenti (dove erano accudite e guardate a vista da altrettante badanti brasiliane), pagavano per il trasporto da e per il luogo di lavoro (trasporto assicurato con auto prese a noleggio). Le prestazioni agli automobilisti di passaggio costavano dai 50 ai 100 euro ogni volta. Il sesso veniva consumato per strada e le 'ragazze" si stima, riuscivano a pagare il debito iniziale del loro viaggio in Italia in pochi mesi.