Tredicenne scappa da casa per i brutti voti a scuola
CATANIA.I brutti voti presi a scuola vissuti come un fallimento talmente grande da decidere di sparire, fuggire il più lontano possibile non tanto per paura dei rimproveri quanto perchè incapaci di sostenere la sconfitta. Quella di Daniele Di Dio è una storia che, ancora una volta, torna a raccontare la fragilità degli adolescenti di oggi: ha appena 13 anni e da martedi è scappato da Acireale (Catania) perchè andava male a scuola.
Da tre giorni i carabinieri lo cercano ovunque. La mamma martedi mattina lo ha accompagnato da Pedara, dove abitano, al liceo classico «Pennisi Gulli» di Acireale, ma lui non è mai entrato in classe: ha staccato il cellulare e se ne è andato lasciando una lettera dove chiede scusa ai genitori per la sua fuga e ammonisce se stesso per non essere riuscito ad ottenere buoni voti.
Da allora non si sa più nulla di questo ragazzino alto un metro e 70, robusto, con capelli lunghi e chiari, che indossava jeans larghi, maglione azzurro, giubbotto nero e cappellino della marina militare.
Scattate prima in Sicilia e poi estese a tutta Italia, le ricerche si sono ieri concentrate in particolare su Milano in forza di un indizio: una cartina del capoluogo lombardo trovata nella stanza del tredicenne.
Daniele aveva poi in tasca circa 70 euro, raccolti con gli amici per comprare un regalo ad un coetaneo che sta poco bene, e gli investigatori credono che abbia lasciato la città con un treno a lunga percorrenza partito alle 8 di martedi dalla stazione di Acireale dove è stato notato da alcune persone.
Intanto il fratello Enrico, di 21 anni, ha lanciato un appello in tv per cercare notizie. «Siamo in pena.
I miei genitori sono disperati», ha detto, «Spero che al più presto Daniele telefoni per dire che sta bene. Sono convinto che ha preso il primo treno senza una meta precisa».
I carabinieri sono ormai certi che il tredicenne sia scappato per lo scarso profitto scolastico, ma secondo il fratello a spingerlo ad andarsene non sarebbe stata la paura dei rimproveri quanto la delusione personale: «Già da qualche mese andava male a scuola, ma nessuno in famiglia lo aveva rimproverato», ha detto, «mio padre recentemente lo ha anche anche rassicurato per un brutto voto in greco. Gli ha detto di non disperare e che sicuramente avrebbe recuperato durante le feste di fine anno».
E per quanto riguarda la cartina di Milano, per Enrico «potrebbe trattarsi solo di una coincidenza» perchè «pochi giorni fa a scuola avevano studiato la strage di piazza Fontana e forse per questo se l'era procurata». (m.v.)