I retroscena delle indagini
PINAROLO PO.Dietro la fabbrica-lager c'era un altro giovane cinese, regolare in Italia: L.M., 24 anni, residente nel Varesotto. E' lui che ha preso in affitto l'immobile da Cesare Casella ed è lui che ha impiantato la fabbrica clandestina. I carabinieri lo stanno cercando: è accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di sfruttamento. I 20 cinesi vivevano in condizioni cosi allucinanti, che si potrebbe ipotizzare il reato di riduzione in schiavitù. Ieri nel comando di Stradella i cinesi sono stati controllati con le foto segnaletiche e le impronte digitali. I carabinieri hanno cosi scoperto che di quei 19 extracomunitari solo tre (tutte donne) sono in regola con il permesso di soggiorno; gli altri 16 (11 uomini e 5 donne) sono irregolari in Italia e senza documenti di alcun genere. La bambina, di pochi mesi, è figlia di una delle tre regolari ed era nata in Cina. Nessuno dei 19 adulti parla italiano: per gli interrogatori i carabinieri hanno dovuto convocare un interprete. La sorte dei 16 irregolari è segnata: nei prossimi giorni verranno espulsi dall'Italia. Dopo la segnalazione del Comune di Pinarolo, i carabinieri di Stradella e quelli dell'ispettorato del lavoro hanno condotto un'indagine durata oltre un mese, con appostamenti notturni e pedinamenti: a quanto pare L.M., il padrone cinese, aveva rapporti con il «collega» che gestiva un laboratorio analogo (ma molto più piccolo) scoperto giorni fa a Portalbera. Ieri sera i carabinieri hanno messo i sigilli al capannone: fino alla chiusura delle indagini tutto resterà come è stato trovato, comprese le cinque pentole sporche usate per cucinare direttamente sul pavimento. Erano fantasmi. «Venti cinesi? - afferma il titolare dell'azienda Acquatec, situata nella parte anteriore del capannone - Incredibile. Noi abbiamo visto solo un uomo e una donna, e raramente. Una volta gli abbiamo portato una busta, consegnata per errore a noi: hanno aperto una fessura. Dal punto di vista umano ci dispiace; ma se guardiamo la legge hanno fatto bene a chiudere tutto: questa gente rovina gli artigiani onesti». (p.fiz.)