«Centrale, valori inquinanti entro la norma»

VOGHERA. Quando ha funzionato, prima che la procura la mettesse sotto sequestro, la centrale elettrica di Torremenapace ha emesso quantità di biossido di azoto decisamente inferiori ai limiti di legge. Queste le conclusioni a cui è pervenuta l'indagine del professor Luigi Pozzoli, chimico, già responsabile del laboratorio di igiene industriale della Fondazione Maugeri e consulente tecnico in molte valutazioni di impatto ambientale: l'incarico gli è stato affidato dalla commissione di garanzia presieduta da Luigina Zambianchi, direttore sanitario del policlinico San Matteo di Pavia.
L'esito del lavoro svolto da Pozzoli è stato ufficializzato ieri pomeriggio a Palazzo Gounela, nella riunione tenutasi in sala giunta. Oltre alla dottoressa Zambianchi, erano presenti Massimiliano Carrapa (segretario della commissione), Giuseppe Gorini (consigliere comunale di Forza Italia e presidente della casa di riposo Pezzani), Giuseppe Milani in rappresentanza delle associazioni agricole, Daniele Arrigoni per il comune di Corana e Giancarlo Foschi, sindaco di Casei.
«Il quesito fondamentale a cui ero chiamato a rispondere - ha spiegato Pozzoli - stava nello stabilire quale fosse l'impatto della centrale sull'ambiente. Per farlo ho preso in considerazione i dati già disponibili e che mi sono stati forniti dall'Arpa e da Voghera Energia». Dati sfornati dalle centraline di monitoraggio di Cornale e di Voghera (via Pozzoni/Asm), oltre a quelli ottenuto con la campagna di rilevazioni effettuata con un laboratorio mobile. Il professore ha messo a confronto i periodi nei quali la centrale ha funzionato - per un totale di 3.270 ore nell'arco di dieci mesi, a partire dall'ottobre 2004 - e quelli in cui era ferma. I risultati? «Le concentrazioni di ossido d'azoto - ha precisato Pozzoli - nell'ipotesi peggiore restano comunque lontane dal limite massimo di 200 microgrammi al metro cubo stabilito dal decreto autorizzativo». Ma c'è di più: «Non si trascuri il fatto che i dati sono disponibili in rete sul sito dell'Arpa, praticamente in tempo reale».
Per Luigina Zambianchi, questa indagine è solo «un punto d'inizio, la commissione continuerà a vigilare, svolgendo appieno la sua funzione di garanzia per le popolazioni locali, ma i dati esistenti dicono che il funzionamento della centrale non determina uno scadimento delle condizioni ambientali».
Da Torriani e dai colleghi amministratori, un plauso all'operato della commissione di controllo e della sua presidente, per la «professionalità» e «l'impegno».