Graffiti e schiamazzi: non se ne può più

La presente lettera vuole essere un atto di denuncia pubblica dell'assoluto disinteresse degli amministratori pavesi e dei rappresentanti delle forze dell'ordine per i più elementari diritti dei cittadini, calpestati da tempo in questa Pavia sommersa dal degrado, dalla sporcizia e dall'incuria.
Che gli amministratori abbiano da tempo abbandonato ogni forma di lotta ai graffitari e agli incivili, presenti in numero sempre crescente e sempre impuniti, sembra un dato certo. Del sindaco Capitelli restano soltanto dichiarazioni di circostanza, ma zero fatti, su un progetto organico e massiccio per combattere questi fenomeni. Ricordo solo che di recente, dopo anni di indagini, a Como, cittadina delle dimensioni di Pavia, è stata rinviata a giudizio un'intera gang di graffitari, smascherati prima con la volontà istituzionale e, poi, con un lavoro di polizia e di indagini serie e accurate. Al punto da far dichiarare con sicurezza agli amministratori di Como che il fenomeno è stato praticamente sconfitto.
Quel che è più grave è che chi governa Pavia è talmente disinteressato ai problemi dei cittadini dal non prendere nemmneno più in considerazione gli esposti che gruppi di persone inoltrano a Sindaco, Prefetto, Questore, Comandante della Polizia municipale eccetera. Il riferimento è all'insostenibile situazione di degrado, caos e vandalismi che da oltre un anno stanno soffocando i residenti delle vie Cavagna Sangiuliani, Maffi, Strada Nuova e Lungo Ticino Visconti, per l'inciviltà dei frequentatori del bar-tabaccheria posto all'angolo fra Strada Nuova e via Cavagna Sangiuliani. Il gestore del suddetto locale, incurante del sovraffollamento e dell'inquinamento acustico che forzatamente si crea in una stradina stretta e circondata da numerose abitazioni, organizza e promuove serate di musica e bevute a prezzo politico fino ad oltre le 2 di notte.
Già in estate i residenti della zona hanno inoltrato esposti documentati ai quali nessuno si è degnato di dare risposta, prendendo seri provvedimenti. So per certo che anche nelle scorse settimane gli abitanti, oramai al limite della sopportazione umana, hanno raccolto firme e inviato altri esposti a forze dell'ordine e amministratori locali. Ovviamente questi continuano nella loro politica facendo finta di nulla e girandosi dall'altra parte.
A questa lettera vorrei una risposta chiara e un impegno ufficiale per porre fine ad una situazione non più tollerabile e che toglie preziose ore di sono ai residenti, costretti a subire lo stress procurato da penosi spettacoli fatti di graffitari scatenati, ubriachi che vomitano e orinano contro i muri e i portoni delle abitazioni, urlatori e violenti che scatenano risse. L'insostenibile situazione del bar-tabaccheria di Strada Nuova si somma alla presenza di un altro esercizio (per fortuna meglio frequentato) posto a non più di venti metri: ovviamente la miscela è esplosiva.
Se questi amministratori sono coerenti, dopo aver imposto la chiusura entro le 22 al tanto chiacchierato bar «Sottovento» di via Volturno, adesso devono prendere seriamente in considerazione la situazione sopradescritta e dare un senso di continuità allo loro politica che non può per nessuna ragione prescindere dal rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini.
Paolo BargiggiaPavia

Adesso la Tav, i duri e puri
del massimalismo

Il governatore della Regione Piemonte ed il sindaco di Torino sono stati duramente contestati dai sindaci della Val di Susa per essersi dichiarati pubblicamente a favore della Tav.
Successivamente questi sindaci sono stati a loro volta contestati dai duri e puri del movimento anti-Tav durante l'assemblea svoltasi per discutere i risultati dell'incontro con il governo.
Il leader socialista Pietro Nenni, che conosceva bene i duri e puri del massimalismo, aveva coniato questo splendido aforisma: un puro trova sempre uno più puro che lo epura...
Adriano SampellegriniBressana Bottarone

Voghera, la liberatio
alla scuola media Plana

Qualche giorno fa ho letto su «La Provincia pavese» una polemica che mi ha lasciata non poco amareggiata. Nel corso della liberazione si è verificato un incidente che per fortuna non ha avuto gravi conseguenze per la salute della ragazzina che è rimasta coinvolta in prima persona, ma è scaturita una polemica piuttosto dura da parte del signor preside della media Plana di Voghera, che, ha si subito un danno materiale, con la rottura di una finestra, ma mi sembra abbia voluto dare voce a un disagio che questa manifestazione può creare per il normale andamento della vita scolastica.
Ho avuto modo di assistere, da punti di vista diversi, a questa manifestazione e il mio atteggiamento è cambiato con il tempo.
Alle scuole medie, incuriosivano i fischi lontani e gli insegnanti prospettavano presenze temibili, invasori pronti a chissà quale efferatezza.
Alle superiori, il preside del primo anno proveniva da qualche località della Toscana e non aveva mai assistito all'arrivo degli studenti universitari - perché poi di loro si tratta -. La sua reazione, forse più stupita che preoccupata, fu di chiudere i cancelli, di passare di classe in classe, affermando: «Resisteremo!», ma nessuno oppose resistenza, tutti uscimmo e il giorno dopo fece una nota sul registro a nome di tutta la scuola. Nessun genitore sollevò questioni per un'annotazione del genere, anzi incitarono loro stessi il preside a non prendere troppo seriamente il provvedimento.
L'anno dopo il preside era cambiato e dal primo sentore di fischi, ci si preparava. Le facce che comparivano, poi, non erano cosi terribili, perché nella maggior parte dei casi si trattava di ex-studenti del liceo.
Ora, a tanti anni di distanza dalla mia prima liberazione, con una feluca in testa e il fischietto tra le mani, mi trovo a leggere queste righe e c'è un attimo di tristezza.
L'accaduto, purtroppo, è dovuto all'assottigliamento della fila dei goliardi, questi studenti universitari, per lo più ex-studenti dei licei cittadini, che passano ora un momento di crisi di vocazione, cosi, anziché trovarsi in trenta a fare la liberazione, si sono trovati in quattro... uccellacci e i ragazzi del corteo sono sfuggiti al controllo sia degli studenti che delle forze dell'ordine, presenti in seguito a richiesta degli universitari stessi. Capita che gli interessi cambino, le distrazioni aumentino e, anziché aggregarsi in una compagnia che cerca di insegnare qualcosa, magari con metodi poco ortodossi, ci si perda in altre distrazioni.
I miei compagni di un tempo sono diventati medici, ingegneri, avvocati, architetti, qualcuno non si è laureato, ma ha comunque intrapreso una professione, e qualcuno ancora si è allontanato dalla città, ma per lo più sono entrati a far parte del tessuto della società in cui viviamo.
Temo che il signor preside della scuola media Plana non abbia mai assistito, non dico a una delle nostre cene, ma anche solo alla liberazione, che rappresenta l'aspetto più esteriore per Voghera di questa scuola di pensiero. Vorrei quindi invitarlo a prendere parte a uno degli incontri che si svolgono in una delle città che hanno una tradizione anche più solida della nostra: Bologna, Ferrara, Padova, Trieste, Firenze, Pisa, Torino, Genova, solo per citare le più popolose... Forse scoprirebbe che la tradizione che vorrebbe cancellare, per sostituire una finestra, risale a molti secoli fa e che il fior fiore della classe dirigente di diverse delle città che ho citato, ha «giocato» al bancone goliardico.
Nel caso in cui non si convincesse, beh, l'anno prossimo si potrebbe anche approfittare del goloso filone aperto dalla cancellazione della liberazione ed eliminare anche la distrazione della festa dell'Ascensione! Gaudeamus.
Una goliardaVoghera

Pavia, devo vedere anche
tre palazzi al Crosione

Sono trentadue anni che abito a Pavia e ne ho viste di tutti i colori, ma adesso mi tocca perfino vedere costruire tre palazzi in piazza del Crosione.
Mi è toccato vedere costruire sui prati qui intorno, su ogni angolo libero anche dove si potevano mettere dei giochi per i bambini. Io ho tre nipotini.
Votavo la Lega, ma adesso non voto più niente, sono tutti uguali. Possibile che non ci sia nessuno innamorato di questa città? Se volevo abitare in una metropoli, andavo a stare a Milano. I verdi non dicono niente?
R. B.Pavia

Buon Natale a tutti
Lo dico da San Genesio

Natale è alle porte, fervono i preparativi per quella che è da ritenersi la più bella festa del mondo cristiano, nella quale i dispiaceri lasciano posto alla speranza ed alla solidarietà umana. Anche nel mio Comune, San Genesio, si moltiplicano serate e concerti in attesa e preparazione a questo avvenimento.
Colgo l'occasione per augurare a tutti, ed in particolare ai parkinsoniani come me, un felice Natale.
Pietro ChiesaSan Genesio