Elezioni 2006, spunta il terzo incomodo
GARLASCO. Alle elezioni comunali di primavera potrebbe partecipare una lista moderata coordinata da Maurizio Guardamagna. Nel 2001 il veterinario, ex assessore nella prima giunta Panzarasa, aveva già ispirato la nascita di Libertà garlaschese, con candidato sindaco Luigi Burrone. Oggi anticipa le sue mosse politiche: «Guarderemo chi sarà il candidato del centrodestra: poi, decideremo di conseguenza». Sembra che Guardamagna voglia scendere in campo nel caso della candidatura del forzista Ruggero Invernizzi. Nessuna lista, invece, se si dovesse presentare Pietro Francesco Farina.
Guardamagna, in quale caso prenderà parte alle elezioni amministrative?
«Io e altri amici aspetteremo di conoscere il candidato ufficiale del centrodestra. Se sarà una persona perbene, ovviamente sotto l'aspetto politico, e non mirerà solamente alla carriera politica, allora ci asterremo. In caso contrario, presenteremo una nostra compagine».
Non le piacciono gli uomini politici?
«Non mi piacciono i quaquaraqua, le persone che antepongono la poltrona all'interesse della popolazione. Per esempio, il sindaco Spialtini è un mio amico, una persona che ha lavorato bene per il nostro Comune. Lui sa che io non lo voterò mai, ma io sono sincero: per altri garlaschesi non mi posso esprimere allo stesso modo».
Quali sono le qualità che dovrebbe avere il suo candidato ideale?
«Privilegiare i contatti umani con i suoi concittadini, essere presente fra la popolazione, difenderne gli interessi legittimi. A me non sono simpatici i politici calati dall'alto, che credono di diventare sindaci solamente per soddisfare le proprie aspirazioni di carriera».
Negli anni Ottanta lei è stato consigliere comunale per il Psdi. Poi, fra il 1992 e il 1993, ha lavorato per far nascere la prima giunta Panzarasa. Si ritiene un moderato?
«Certo, ma di recente il centrodestra di Garlasco ha dato vita a una telenovela assurda. Il candidato prima c'è, poi non c'è più, poi nascono problemi legati alle spartizioni delle poltrone in caso di vittoria. A me questo modo di lavorare non sta bene. Cosi come si può pensare di fare gli interessi dei cittadini?».
Garlasco è diventata città: manca ancora qualcosa a questo grande Comune lomellino?
«Senza dubbio. Manca un progetto di grande respiro: possiamo gloriarci di questo titolo, ma non abbiamo un ospedale, sia pur piccolo, una piscina coperta, un istituto di scuola superiore. Della città abbiamo solo le tasse. Le aziende chiudono: le uniche due grandi industrie rimaste sono il municipio e la casa di riposo».
Quattro anni fa lei, con un gruppo di imprenditori e liberi professionisti, diede vita alla lista Libertà garlaschese: è pronto a rifare la stessa scelta?
«Ripeto: dovremo analizzare in modo approfondito il nome del candidato della Casa delle libertà. Oggi, non sappiamo ancora chi sia: io, ovviamente, non partecipo alle riunioni politiche e quindi posso solo sentire da amici o leggere sui giornali quanto accade. Comunque, noi siamo pronti a candidarci».
Umberto De Agostino