E ora tanti giovani per Ayamé

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precedenti, alla stessa erano state accordate le idoneità alla realizzazione di programmi a breve e medio periodo nei Paesi in via di sviluppo e alla selezione, formazione ed impiego di volontari in servizio civile nelle sedi operative dell'Agenzia.
Da questi complessivi riconoscimenti emergono chiaramente i nuovi impegni di lavoro che attendono ora la nostra organizzazione a 15 anni dalla sua costituzione. Non soltanto il permanente sostegno all'Ospedale di Ayamé, le adozioni dei bambini orfani ospitati nella Pouponnière, i grandi progetti strategici come la prevenzione e la terapia dell'Aids (Stop-Sida) o il risanamento ambientale della località ivoriana, dei quali la stampa locale ha dato ampia informazione; ma anche la preparazione dei giovani alla cooperazione internazionale in una dimensione non semplicemente teorica, bensi soprattutto pratica e responsabile.
Già quest'anno si sono recati in missione ad Ayamé alcuni giovani, non soltanto per farsi genericamente «le ossa», ma con compiti di direzione e coordinamento. Flora d'Antona (laureata a Pavia nella Facoltà di Scienze politiche) nel suo lungo soggiorno-stage (cofinanziato dalla Sede di Pavia della Banca d'Italia e dalla Fondazione Unidea di Unicredito) ha contributo con grande efficacia alla riorganizzazione della gestione amministrativa dell'Ospedale e dell'annessa Farmacia; inoltre ha partecipato attivamente alla campagna di sensibilizzazione sul territorio per contrastare l'Aids ed ha mantenuto i collegamenti con le competenti autorità ivoriane. Nella stessa direzione, per gli aspetti sanitari, hanno operato altri giovani medici, laureati a Pavia: Andrea Bernasconi e Patrizia Zucchi.
Sempre a un giovane ingegnere idraulico uscito dalla nostra Università, Alessandro Bracci (reduce da importanti esperienze di cooperazione in Colombia), l'Agenzia ha affidato la gestione del progetto di Risanamento ambientale. L'Asm di Pavia partner dell'impresa ha, a sua volta, messo a disposizione (per la ristrutturazione della rete fognaria di Ayamé) un altro giovane ingegnere, Cristiano Luinetti, che ha partecipato all'ultima missione tecnica.
Nicoletta Matrone (laureata a Pavia in Scienze sociali per la cooperazione allo sviluppo) sta svolgendo un importantissimo lavoro di supporto contabile nell'ambito del progetto Stop-Sida e cura i rapporti con la Fondazione Cariplo di Milano, cofinanziatrice del medesimo.
E' inutile sottolineare che il contributo di questi giovani è assolutamente volontario, motivato da grande altruismo e passione civile. Ma una cooperazione seria, soprattutto se si propone di essere continuativa e non effimera, non può scommettere solo sul disinteresse e sull'entusiasmo dei giovani. Deve poter offrire loro anche sbocchi professionali adeguati.
La soddisfazione di una tale esigenza è ormai ineludibile nell'epoca della globalizzazione e rientra nelle dinamiche di ridistribuzione del lavoro nel mondo. Ai massicci esodi dai Paesi poveri, dell'Africa in particolare, fanno infatti da contraltare le eccedenze di giovani professionalità (non solo in campo medico) prodotte dai Paesi occidentali e destinate a non essere impiegate al loro interno. Il modello di cooperazione che l'Agenzia sta faticosamente, ma pervicacemente cercando di affermare, può, in effetti, rappresentare una felice opportunità di lavoro per giovani che sempre in maggior numero non chiedono altro che abitare utilmente un mondo sempre più stretto e collegato.
Anche per queste ragioni il contributo delle istituzioni locali alle iniziative di cooperazione permanente, decentrata e sostenibile merita di essere consolidato, in quanto non si risolve solo in aiuto ai Paesi poveri, ma anche in un lungimirante intervento in favore dei giovani e del loro futuro.
Con l'imminente apertura della prestigiosa sede (nella parte restaurata del Broletto) che il Comune di Pavia ha dato in concessione all'Agenzia, le attività di educazione allo sviluppo e di formazione dei giovani alla cooperazione concreta potranno trovare un più ampio e qualificato incremento. In tal senso l'Agenzia e l'Assessorato alla Cultura del Comune, guidato da Silvana Borutti, hanno risposto a un apposito bando del Ministero degli Esteri richiedendo un adeguato cofinanziamento per rendere lo «Spazio Broletto» un centro in cui possano svolgersi in maniera più efficace i «tirocini didattici e orientativi» per studenti universitari, come previsto in una significativa convenzione tra il nostro Ateneo e l'Agenzia. Cosi pure le scuole (e, più in generale, tutte le espressioni volonterose della comunità pavese) potranno disporre di più frequenti occasioni di incontro e di approfondimento per conoscere la realtà di comunità con le quali Pavia ha sottoscritto un gemellaggio non a caso definito «costruttivo».
Ernesto Bettinelli