Inter ride, il Milan abdica

MILANO. «Dieci punti dalla Juventus sono tanti, forse troppi», dice Massimo Moratti nonostante l'euforia di un derby vinto dall'Inter tre anni dopo l'ultima volta; «il campionato è un discorso chiuso, non ci resta che la Champions League», aveva invece sentenziato Silvio Berlusconi a proposito del Milan già nella notte della stracittadina appena perso. Quello firmato da Adriano (una doppietta e la punizione che ha mandato Martins in gol) e ancora una volta costellato di errori da parte della difesa rossonera: 18 reti subite come l'Ascoli, difesa praticamente inerme sulle palle alte, Dida che se non è sotto processo poco ci manca. Milano si risveglia dal derby con lo scudetto che sembra già cucito sulle maglie della Juventus. Tanto che si finisce a parlare di mercato. Che al Milan può significare Zebina per la difesa, mentre l'Inter pensa a Cassano, tanto più che con Martins in partenza per la Nigeria l'attacco si assottiglia.
Moratti però tira il freno: «Cassano? In questo momento non lo stiamo trattando. Dieci 10 punti dalla Juventus sono tanti, forse troppi, ma era importante vincere e l'abbiamo fatto. Credo che Ancelotti e i suoi giocatori siano onesti e accettino questa sconfitta da un'Inter che meritava la vittoria». Una vittoria arrivata grazie ai gol di Martins, Adriano che''finalmente si sono fatti valere. Finalmente perche' era necessario che, per certe partite, anche l'attacco diventasse decisivo, cosa che ci e' mancata con la Juve. L'attacco ha risposto alla perfezione e il gol di Martins e' stato eccezionale. Mi ha ricordato un gol di Lorenzi, una cinquantina d'anni fa quand'ero bambino, che ci mise due secondi per fare 20 metri. Nel derby ho rivisto quella velocità, quel gol». E quando è entrato Vieri cosa le è passato per la mente? «Ho pensato che poteva fare la sua parte, il timore c'era, ma guardavo più il Milan che Vieri». Alla fine, è venuta fuori l'Inter: «Spero che continuino cosi, ma nel calcio vale moltissimo il carattere, la volontà, la concentrazione di domenica sera. Se la mantengono posso fare tutto. Anche male, ma è più difficile».
Sulla sponda rossonera Berlusconi parla di discorso scudetto chiuso, ma non è stata la sconfitta del derby, la terza nelle ultime quattro partite del Milan, a chiudere i conti. «Essere a 8 o 11 punti di distanza non fa una grande differenza», ha spiegato Berlusconi, che ha quindi guardato il derby consapevole che la Juventus sarebbe stata irraggiungibile anche in caso di vittoria. Si pensa allora al mercato, non al cambio di panchina. Ancelotti ha cenato di fianco a Berlusconi e Galliani nel tavolo dove si sono seduti anche i dirigenti nerazzurri (Moratti, Facchetti e Tronchetti Provera) nella sala dello stadio dove è stata allestita la cena post partita. E lo stesso premier, dopo averlo abbracciato negli spogliatoi, ha ribadito che «la posizione di Ancelotti è solidissima». Toccherà però al tecnico rossonero capire perché la sua difesa quest'annno ha già subito 18 gol, gli stessi dell'Ascoli, ed è scivolata al quarto posto in classifica, accumulando in tre settimane altri sei punti di distacco dalla Juventus fino al meno 11 attuale. «Non so se è troppo lontana, certo che la Juve è lontana», ha detto ieri Galliani. «Con l'Inter - ha aggiunto - ci può anche stare una sconfitta. In altre occasioni eravamo stati fortunati, come nelle semifinali di Champions sempre con l'Inter. Nel calcio, gli episodi a volte si compensano».