Prodi discute anche del futuro di Pavia

PAVIA. «Commovente, davvero non ci sono parole per descriverla». Con queste parole il leader dell'Unione Romano Prodi ha definito l'accoglienza che gli è stata tributata durante la sua visita alla città di Pavia, venerdi scorso. Il premier, accompagnato dalla moglie Flavia Franzoni, è stato ricevuto dal sindaco Piera Capitelli in occasione della festa del patrono della città, e ha assistito in serata alla prima del 'Nabucco" al teatro Fraschini, dopo avere partecipato alla Messa nella chiesa del Carmine.
Dopo essersi intrattenuto in un incontro informale col Vescovo, Prodi è arrivato a piedi al Fraschini intorno alle 20. Ad accoglierlo c'era il presidente del Fraschini, Antonio Sacchi, il docente Virginio Rognoni, Barbara Pollastrini, responsabile delle donne dei Ds, e le autorità cittadine. «Ho accettato volentieri l'invito a Pavia, preferendo la prima più raffinata del Fraschini a quella più snob della Scala di Milano - ha dichiarato divertito -. In questa giornata ho avuto modo anche di discutere col sindaco dei progetti che riguardano la città». Stretto il legame con il discorso che Piera Capitelli aveva tenuto durante la mattina. «I progetti vanno alimentati da una forte spinta tecnologica - ha spiegato -. Il passato industriale della città deve essere sostituito da un nuovo futuro, da costruire attorno all'Università e alla tecnologia. Lo stesso 'Festival dei saperi" potrà essere un modo per aprire la città dal suo interno». Il premier, nel suo ultimo libro-intervista, parla anche di Pavia come base della nascita dell'Unione, un'idea concepita durante un incontro con Virginio Rognoni. «Era il 1994 - ha spiegato -. Un momento delicato per la vita del Paese, ma anche il periodo in cui si è deciso di costituire il partito. Ora che sono passati 10 anni voglio ancora lanciare a Pavia quello stesso segnale di rinnovamento che ci ha spinto anni fa in questa impresa». (m. fio.)