Parola di Lucarelli: va bene indagare
ROMA.«Per me le indagini non fanno mai male». Parola di Carlo Lucarelli, giallista tra i più amati in Italia, autore di best seller come «L'isola dell'angelo caduto», che proprio attraverso i casi più eclatanti della cronaca nera da anni racconta il paese in tv con i misteri di «Blu Notte» (la nuova serie, a marzo su Raitre). Del caso Luigi Tenco ancora non si è occupato, ma ad un suo romanzo ha dato il titolo e le atmosfere del celebre brano «Un giorno dopo l'altro». «Avrei voluto approfondire la sua vicenda, perché è un caso interessante, qualunque cosa sia accaduta - racconta - Invece mi è sempre capitato di ritrovarmi Tenco sotto gli occhi più per il mistero della sua persona e della sua generazione».
- Delle indagini condotte allora cosa pensa?
«Effettivamente la posizione del cadavere, le foto, non convincono molto. Non è detto che dietro ad un prassi poliziesca sbagliata ci sia un mistero. Tante volte si sono fatti casini, soprattutto in quegli anni. Magari pensavano di non dover indagare su niente, convinti fosse un suicidio. A volte accade che la pistola non si trovi vicino al corpo, semplicemente perché il primo che è arrivato l'ha spostata».
- È d'accordo con la riapertura del caso e la riesumazione del corpo?
«Le indagini non fanno mai male, soprattutto se non c'è niente da nascondere. Quando ci sono dubbi, anche a distanza di anni, vanno fugati. Non ci trovo niente di dissacrante. Se non vai a guardare, i dubbi rimangono. E anche se si tratta solo del suicidio di una persona tormentata, ci sarà sempre qualcuno che legittimamente dirà che è stato un omicidio. Non è per fare il giallo a tutti i costi. Ma per mettere la parola 'fine" ad una storia».
- Che Italia era quella del Festival di Sanremo del '67?
«Un'Italia inquieta, che da li a poco sfocerà nel '68. Un paese che uno sbocco rivoluzionario ancora non ce l'ha, ma che ha tutti i movimenti di pancia per arrivarci. Era una generazione ribelle, inquieta, ma con un'aria ancora un po' borghese. Le canzoni di Tenco sembra che si rivolgano a persone già anziane. 'Un giorno dopo l'altro" sembra dica: 'occhio che hai già perso tutta la tua vita". E in quest'atmosfera ci sta che uno come Tenco si sia suicidato».