Il governo accetta il dialogo con la Val di Susa

MILANO. Parte il tavolo di emergenza sulla Val di Susa e vedrà la partecipazione anche di una delegazione di sindaci della valle. La prima mezza vittoria degli enti locali piemontesi arriva in serata al termine di un vertice svoltosi a Palazzo Chigi tra il presidente della Regione Mercedes Bresso, quello della Provincia di Torino Antonio Saitta, il sindaco di Torino, Antonio Chiamparino, da una parte, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta e il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi dall'altra.
Arriva al termine di una giornata di polemiche politiche aperta dalle dichiarazioni del presidente del consiglio Silvio Berlusconi tornato a ribadire la linea della fermezza sulla Tav: «E' un'opera cui non si può rinunciare e che ha tutte le garanzie dal punto di vista ambientale. Non è un problema, ma una risorsa per l'Italia». Uno solo il rammarico del premier in tutta questa vicenda: «Forse non c'è stata sufficiente comunicazione su questo».
Tavolo di emergenza. Richiesta da Bresso, Saitta e Chiamparino, la riunione è stata convocata per domani mattina a Palazzo Chigi «per affrontare sul piano istituzionale l'emergenza della Val di Susa» e ricomporre la crisi legata alle proteste contro l'Alta Velocità. Vi prenderanno parte i ministri dell'Interno, delle Infrastrutture, dell'Ambiente e della Salute, il presidente della Regione, il sindaco di Torino, il presidente della Provincia, il prefetto di Torino, i presidenti delle Comunità montane, nonché una delegazione di cinque sindaci della valle.
Ma Berlusconi rilancia.All'indomani dell'allarme «estremisti», il premier ribadisce che la Torino-Lione è «un'opera fondamentale» che non creerà problemi ambientali perchè il suo tragitto è «per il 90% in galleria» ed evita «l'inquinamento che potrebbero produrre i mezzi pesanti».
Intanto sulla vicenda intervengono anche i presidenti di Senato e Camera. Marcello Perasollecita l'isolamento di «coloro che usano questa circostanza di comprensibile divergenza per fini che rasentano la violenza e l'eversione». Pierferdinando Casiniinvita al dialogo e alla legalità e ricorda che «il dialogo non può essere cedimento delle autorità pubbliche, perchè vorrebbe dire che chi blocca le strade ha ragione. E non è accettabile».
Ed è polemica. Le parole del presidente del consiglio fomentano la polemica politica. Per il segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto«affermare che la Tav è compatibile con l'ambiente vuol dire essere sordi alle richieste di dialogo della Val di Susa». Sempre nel Pdci, Marco Rizzoaccusa di cinismo il governo: «Tra le cariche di notte - dice - le accuse di infiltrazioni terroristiche verso un movimento che si è dimostrato pacifico e di massa, e la spavalderia di Berlusconi, la democrazia è stata colpita al cuore».
Anche il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scaniodefinisce quello del governo un «atteggiamento ipocrita e pericoloso» perchè «se da una parte invoca il dialogo, dall'altra alimenta lo scontro». Per Vittorio Agnolettodel Prc inoltre «l'unica possibilità è che la polizia si ritiri, la valle sia smilitarizzata e si riprenda la discussione».
Intanto dalla maggioranza fioccano accuse all'Unione. L'azzurra Isabella Bertoliniparla di «incivile e irresponsabile sciacallaggio». Il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondidefinisce «scoraggianti» le posizioni di Prodi e D'Alema. Lucio Malanricorda che «Prodi ha detto si all'opera da presidente della Commissione Europea». Maurizio Ronconidell'Udc auspica invece «un intervento comune di Berlusconi e Prodi a favore della Tav».