Pisanu: colpa di mille estremisti

MILANO. Gli scontri registrati ieri in Val di Susa Susa, durante la manifestazione di protesta contro la Tav, sono dovuti «esclusivamente a gruppi dell'estrema sinistra, dell'area antagonista e di quella anarco-insurrezionalista, giunti da varie città italiane con il deliberato proposto i creare disordini, aggredire le forze di polizia ed occupare illegalmente le aree espropriate e destinate ai cantieri». E il bilancio è di 17 feriti tra poliziotti e carabinieri. All'indomani dell'allarme del governo per le infiltrazioni di estremisti tra gli anti-Tav, in una nota diffusa in serata dal Viminale, il ministro Pisanu punta il dito contro circa mille manifestanti.
Le prime turbative dell'ordine pubblico, ricostruisce il Viminale, hanno avuto luogo in mattinata per «i reiterati tentativi di sfondare i cordoni delle forze di polizia, che hanno costretto queste ultime a contenere con energia l'assalto degli elementi più facinorosi». Contro queste aggressioni, secondo il ministero, «non è valsa a nulla la mediazione condotta sia dai funzionari di polizia, sia da alcuni sindaci della valle».
Ed è «per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente» che «le forze dell'ordine hanno rinunciato ad interventi più decisi, il che ha consentito agli antagonisti di abbattere la recinzione che delimitava l'area interessata ai lavori e di favorirne l'illegale occupazione». Ma, avverte il Viminale, «illegalità e violenze sono state documentate e verranno denunciate all'autorità giudiziaria».
I responsabili sono insomma, secondo Pisanu, «oltre 500 antagonisti ed anarchici e altrettanti aderenti alla sinistra estrema e ai gruppi dei valligiani più intransigenti».
E una netta condanna agli atti di violenza arriva anche dal presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, dal presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta e dal sindaco di Torino, Antonio Chiamparino. «E' il momento di fare una distinzione tra i pacifici cittadini e gli amministratori - osserva Bresso - e chi vuole solo soffiare sul fuoco. Si possono comprendere le tensioni legate agli episodi dell'altra sera, ma non è ripagando con la stessa moneta che si va lontano». Anche per Saitta «vi sono stati atti di violenza che non hanno nulla a che fare con la soluzione dei problemi, né fanno parte della democrazia».
Intanto la polemica si riaccende. Maurizio Gasparri di An torna a puntare il dito contro la «presenza inquietante di una sinistra antagonista che fa parte a pieno titolo dell'Unione guidata da Prodi e che fomenta violenze e si abbandona ad ogni genere di estremismo». Anche i giovani di Forza Italia parlano di una «regia dietro i disordini».
Dall'opposizione il verde Paolo Cento accusa invece «le cariche contro i manifestanti» quale «conferma di una strategia politica che vuole trasformare il confronto sull'alta velocità in emergenza di ordine pubblico». Su questo argomento non mancano però frizioni anche all'interno dello stesso centro sinistra con la Margherita che esprime «solidarietà alle forze dell'ordine» e condanna le «aggressioni avvenute contro poliziotti e carabinieri». Posizione, questa, criticata da Pecorario Scanio («Non vorrei che i Dl andassero ancora più a destra del governo») e da Russo Spena di Rifondazione per il quale «suona come un via libera per il Viminale a colpire di nuovo».
Sulla stessa linea della Margherita c'è invece il segretario dell'Udeur Clemente Mastella che avverte: «Con l'ideologismo esasperato e gli atteggiamenti barricadieri non si va da nessuna parte». Mentre Luciano Violante dei Ds tenta di gettare acqua sul fuoco: «La solidarietà va certamente anche alle forze dell'ordine che in Val di Susa lavorano in condizioni estremamente difficili. Una critica va invece fatta a chi impartisce ad esse gli ordini». (m.v.)