Tra le polemiche confermati i tre San Siro


PAVIA. La notte, dunque, ha portato consiglio. Il cerchio si è chiuso attorno alle benemerenze di San Siro. Il sindaco Piera Capitelli, in circa due ore di riunione a porte rigorosamente chiuse, è riuscito a mettere tutti d'accordo. O meglio, quasi tutti. Le polemiche sono rimaste.
Perché se è vero, come è accaduto, che le aspettative sui nomi dei 'sansirini" sono state soddisfatte, è anche certo che un po' di amaro in bocca a qualcuno è rimasto. Confermato, comunque, il numero e i nomi dei prescelti. Si tratta dell'ex sindaco Andrea Albergati, di monsignor Gianfranco Poma e del biologo universitario Carlo Alberto Redi. Le candidature, che erano già circolate l'altro ieri, sono state accolte dalla maggioranza dei consiglieri, con 21 voti a favore e 4 astenuti. Forza Italia che aveva, sin dalla riunione dei capigruppo della corsa settimana, sostenuto il nome di Giancarlo Bertolotti ha deciso di non partecipare al voto ed è uscita dall'aula, non senza sollevare qualche polemica.
Lo sforzo, però, dell'amministrazione, sindaco in testa, di uscire dall'empasse è stato premiato. I nomi sembrano soddisfare la maggioranza dei consiglieri e rappresentare al meglio il carattere del riconoscimento civico. Il criterio, come ha dichiarato lo stesso sindaco, è stato di premiare quest'anno uomini di scienza. Un principio rispettato, ad eccezione di Andrea Albergati, in un duplice significato. Attraverso monsignor Poma, esponente di spicco delle scienze teologiche, e Redi, promotore della ricerca sulle cellule staminali, si è voluto dar voce sia al mondo scientifico cattolico che a quello laico.
La 'triade" è stata proposta dal sindaco, scremando gli otto nomi che erano usciti dalla conferenza dei capigruppo presentati attraverso la relazione del presidente del consiglio Ruffinazzi. Andrea Albergati era stato proposto dallo stesso Ruffinazzi, monsignor Poma da Walter Minella e Dionigi, e Carlo Redi da Magni dello Sdi. Anche se si è teso a porre l'accento sui nomi dei premiati e non su quelli dei 'scartati", un po' di delusione è rimasta. E' il caso di Rifondazione, che, attraverso Pasquale di Tomaso, aveva proposto di premiare i lavoratori della Necchi. 'Anche il mondo del lavoro è importante - è stato il commento del consigliere di Rifondazione -. I lavoratori della Necchi non ricevono riconoscimenti dal 1982, da quando cioè fu premiato il Consiglio di fabbrica dello stabilimento". Alla fine però anche Rifondazione si è adeguata votando a favore della proposta. Un pizzico di amarezza anche per Francesco Adenti, di Pavia città per l'uomo, che aveva insistito sul nome di Sergio Contrini per il suo impegno nel sociale da un punto di vista istituzionale. Deluso anche Cinquini, che aveva fortemente voluto che tra i candidati venisse inserito il nome della pavese, e poco conosciuta, Carla Piagi, per essersi distinta in azioni a favore degli alcolisti. Più marcato il dissenso di Forza Italia e di Sandro Bruni in particolare sul mancato riconoscimento a Giancarlo Bertolotti, il ginecologo scomparso di recente e uno dei principali esponenti del Movimento per la vita. Bruni, che aveva caldamente appoggiato questa candidatura come 'ampiamente rappresentativa del volere della città e di associazioni come la Casa del Giovane", ha proposto, nel corso della riunione, di 'allargare" la rosa dei premiati, inserendo il nome di Bertolotti tra i tre San Siro d'oro e dando ad Albergati un attestato di diverso livello. Proposta che andava però di fatto contro l'obiettivo del sindaco, che era quello di non superare il numero di tre riconoscimenti per evitare di 'inflazionare" il premio. Da qui la decisione di abbandonare l'aula e non partecipare al voto, lasciando agli altri consiglieri la facoltà di accogliere favorevolmente la proposta del sindaco. Si sono astenute la Lega e Alleanza Nazionale, che vedevano di buon occhio l'inserimento del nome di Bertolotti tra i 'sansirini". E non è mancato chi, come Adenti, ha gettato lo sguardo all'anno prossimo, quando si spera di potere gestire la procedura sulla scelta delle benemerenze attraverso un nuovo regolamento. Un nuovo regolamento che appare ormai necessario. I fatti degli ultimi anni, e in particolare le vicende del 2003 che videro assegnare la benemerenza al vescovo Giovanni Volta cancellando le sei proposte che ormai erano state rese note, dimostrano che proprio la troppa flessibilità sui criteri di assegnazione delle benemerenze e sul numero dei premiati (e sul fatto che siano in troppi a dover decidere), va aperta una riflessione. Cambiando le regole, ma per davvero, una volta per tutte.

Maria Fiore