Consorte (Unipol) indagato per aggiotaggio
MILANO. L'a.d. di Unipol, Giovanni Consorte, indagato a Roma per aggiotaggio informativo e ostacolo all'attività della Consob. L'intero cda della Banca Popolare Italiana e i sindaci indagati a Milano per aggiotaggio. Le inchieste della magistratura svelano gli scenari di due clamorose vicende finanziarie: l'Opa (Offerta pubblica di acquisto) che Unipol vuole lanciare su Bnl e la scalata (fallita) di Bpi ad Antonveneta.
La procura di Roma vuole accertare che cosa è successo fra il 21 maggio (quando Unipol aveva solo l'1,97% di Bnl) e il 21 luglio, quando il gruppo assicurativo è arrivato alla soglia del 30%. In questo periodo Unipol aveva diffuso alcuni comunicati per sostenere che gli interessi verso Bnl andavano inquadrati in un'azione di tutela dell'investimento in Bnl Vita Spa. I magistrati vogliono capire perché, per difendere un investimento molto modesto, Unipol ritenesse indispenabile acquisire la capogruppo. Inoltre, nello stesso periodo, c'era in corso l'Opa del Banco di Bilbao sulla Bnl (l'offerta, poi, non ha avuto successo). Il sospetto è che, fin da subito, Unipol volesse acquisire Bnl (e per questo stesse rastrellando azioni) comunicando al mercato (di qui l'accusa di aggiotaggio informativo) notizie parziali o non vere. Intanto è atteso il parere di Bankitalia sull'offerta che Unipol ha lanciato su Bnl. I tecnici devono verificare la stabilità finanziaria dell'operazione. Ma la strada per arrivare a Bnl è tutta in salita per Unipol. Infatti, oltre alle inchieste della magistratura (a Milano si indaga sui rapporti fra Consorte e l'ex a.d. della Lodi, Fiorani) c'è pendente un ricorso al Tar del Lazio presentato dal Banco di Bilbao che chiede di bocciare il «via libera» concesso dalla Consob all'operazione. A Milano sono giorni caldi per l'inchiesta sull'ex banca di Fiorani. Infatti l'intero consiglio è finito sul registro degli indagati nell'ambito delle indagini sulle cosiddette «cessioni con elastico». Si tratta di cessioni di alcune partecipazioni fatte da Fiorani per creare liquidità e, con questa, acquistare azioni Antonveneta. Invece sono stati scoperti dei contratti che obbligavano la Lodi a ricomprare quelle partecipazioni. La Bpi, pur di ottenere il dissequestro delle azioni Antonveneta in suo possesso, si è detta pronta a depositare su un conto della Procura i 90 milioni di euro di plusvalenza che deriverebbero dalla cessione degli stessi titoli agli olandesi di Abn Amro.