Frate Indovino batte donne nude 10-1
ROMA.Niente modelle e attrici, più o meno svestite, e niente squadre di calcio: quando devono scegliere il calendario da appendere in casa o in ufficio, gli italiani scelgono soggetti religiosi. Al punto che quello di Frate Indovino distribuisce in tutta Italia 6 milioni di copie, dieci volte di più del più venduto tra quelli sexy. E' una delle conclusioni, davvero sorprendenti, cui arriva l'indagine condotta dalla Klaus Davi & Co. (su un campione di 1200 tra uomini e donne) in occasione della presentazione del calendario 2006 della Polizia di Stato. Un'indagine che, nata dalla voglia di scoprire «abitudini, percezioni, passioni che gravitano attorno a un protagonista indiscusso del costume italico», disegna un identikit inedito del consumatore medio e fa giustizia di non pochi luoghi comuni. Subito un dato: tra case, uffici e mezzi di locomozione si stima che in Italia circolino 35 milioni di calendari, per un giro d'affari prossimo agli 80 milioni di euro. Da qui alla fine dell'anno, i nuovi acquirenti saranno almeno 15 milioni: il 25%, sceglierà quelli religiosi, il 18% quelli sexy, il 16% quelli delle forze dell'ordine, carabinieri e polizia in testa. Nella top ten di quelli più amati, seguono i calendari sportivi (12%) e quelli dedicati ad animali domestici (9%), soggetti d'arte (6%), prodotti aziendali (4%), vip (4%), beneficenza (3%) e prodotti alimentari (2%). Il 35%, soprattutto sexy e aziendali, tappezzeranno uffici e negozi, il 29% saranno appesi nelle case, il 21% troverà spazio nelle classiche cabine dei camion e nelle auto.
Con una tiratura di 6 milioni di copie, come detto, il calendario di Frate Indovino stacca tutti gli altri, da quello di Famiglia cristiana (1 milione e 300 mila copie) a quello dei carabinieri (1 milione e 200 mila): a seguire For Men (600 mila), Max (500 mila), Men's Health (300 mila), Polizia di Stato (250 mila), Maxim (100 mila), Lavazza (50 mila), Pirelli (30 mila), Legambiente (25 mila) ed Emergency (23 mila).
A comprare i calendari sono più uomini (56%) che donne (46%): il 58% ha tra i 23 e i 40 anni, il 42% un buon grado di istruzione, il 39% un reddito medio alto.