Accoltellò il rivale, preso alla stazione
VOGHERA.Sulla sua testa pendeva una condanna definitiva piuttosto pesante: più di otto anni di carcere da scontare per un grave fatto di sangue e droga. Ma Nabil Bijaoui se ne stava tranquillo a Voghera, nei suoi soliti posti, finchè la polizia lo ha beccato e ha fatto scattare le manette. E' accaduto l'altro pomeriggio, sul tardi, nella zona compresa tra via Matteotti e il piazzale della stazione: un territorio che, quando cala la sera, si riempie da sempre di sbandati ed emarginati di vario genere, compresi gli spacciatori di droga. Che poi era il suo mestiere di un tempo (e forse anche di oggi). Bijaoui, un marocchino di 40 anni, immigrato clandestino in Italia, senza permesso di soggiorno e senza fissa dimora, era nella zona di Voghera ormai da diversi anni: dormiva dove capitava, per lo più nei rifugi degli sbandati come l'ex squadra rialzo, a monte delle stazione ferroviaria vogherese. Dopo diversi arresti e denunce per detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti, e dopo altrettanti provvedimenti di espulsione dall'Italia in quanto straniero irregolare (sempre ignorati dal nordafricano), Nabil Bijaoui aveva fatto il «salto di qualità». L'8 marzo 2003, sempre nei giardini pubblici di via Matteotti, aveva accoltellato un altro extracomunitario, dopo una lite per il pagamento di una dose di eroina. Dopo averlo lasciato a terra, in un lago di sangue, Bijaoui si era dato alla fuga. Le indagini erano state condotte dalla squadra mobile e dalla squadra investigativa del commissariato di Voghera: gli agenti qualche giorno dopo erano riusciti a identificarlo e ad arrestarlo. Al processo di primo grado Nabil Bijaoui era stato condannato a otto anni e quattro mesi di reclusione per lesioni aggravate, porto abusivo di arma e spaccio di sostanze stupefacenti. A quanto pare il marocchino, difeso d'ufficio, non si è mai preoccupato un granchè della condanna nè di presentare un appello, e cosi recentemente la condanna è diventata definitiva. Il nordafricano è stato associato alle carceri di Voghera. (p.fiz.)