Anche le note entrano nel mistero di un Ordine Cavalleresco

PAVIA.Gli antichi ordini cavallereschi che affondano le loro radici in un passato più o meno lontano sembrano ammantarsi di mistero e vengono a volte immaginati come depositari di affascinanti segreti, gelosamente custoditi, come continenti dell'occulto ancora tutti da esplorare per portare alla luce bagliori e tenebre di un tempo lontano. La creatività dei letterati trova un terreno molto fecondo in questo spicchio di storia.
Ma gli ordini cavallereschi hanno pure un loro presente, conoscibile, e se si vuole, anche condivisibile. Ci occuperemo qui di uno solo di essi: l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Esso è presente in tutto il mondo; anche nella nostra città ve ne è una delegazione. La data di nascita dell'ordine potrebbe essere indicata nel 1099, anno in cui i crociati restituirono ai cristiani la libertà di accedere ai luoghi santi della passione e della risurrezione di Cristo. In quel frangente storico si costitui un ordine equestre incaricato di custodire con il massimo onore e, se necessario, di difendere il Santo Sepolcro. Il regno latino di Gerusalemme durò molto poco: nel 1184 l'incapacità di coesione dei principi cristiani e l'intolleranza verso le altre presenze religiose nella città santa di Gerusalemme portarono al disastro. L'ordine però non si estinse e nel secolo diciannovesimo ricevette nuovo impulso dal papa Pio IX che per difendere i diritti dei cattolici in Terra Santa aveva ripristinato il patriarcato latino di Gerusalemme. All'Ordine fu affidato l'incarico di sostenere economicamente la nuova istituzione e specialmente la sua struttura educativa. La priorità attuale dunque di questo ordine equestre è benefica, indirizzata a incoraggiare i cristiani a non emigrare dalla terra di Gesù, ma a rimanere là in sua presenza, esigua e pur tuttavia significativa. Può essere motivo di riflessione tenere presente che nei tempi immediatamente successivi alla seconda intifada nell'ondata di disoccupazione che ha travolto sia Israele sia i Territori palestinesi hanno mantenuto certamente il lavoro i dipendenti delle Nazioni Unite e quelli degli enti ecclesiastici e questo grazie ad uno sforzo ciclopico di solidarietà sostenuto dai cavalieri del Santo Sepolcro. Si deve tenere presente poi che le scuole sono fucine di futuro. Se a tutt'oggi vi è una buona convivenza tra cristiani e musulmani in Terra Santa lo si deve all'opera educativa delle scuole cattoliche che accolgono senza discriminazione gli uni e gli altri. Che ne sarebbe se un muro fosse già nel cuore dei fanciulli e dei giovani perchè fin dall'inizio della loro vita non si conoscono e non si frequentano? Da adulti la diffidenza che viene dalla reciproca ignoranza farebbe scoppiare l'odio. L'educazione previene questi esiti estremi e un fronte principale sul quale si impegna l'Ordine è la scuola come palestra di pace. Il concerto di domani sarà l'occasione per entrare attraverso il portale della musica nel mistero e nell'attualità di un ordine cavalleresco.
Don Gianluigi Corti(priore dell'Ordine del Santo Sepolcro)