Mutui un po' più cari Bene per i correntisti
MILANO.Chi piange e chi ride con l'aumento del tasso di sconto? Che cosa succede, in pratica, da domani in banca? Partiamo dalle belle notizie. Chi ha denaro depositato in libretti di risparmio, conti correnti, ecc... dovrà percepire un interesse più alto. Aumentano leggermente anche gli interessi che lo Stato paga ai milioni di italiani proprietari di Bot, Cct, Btp e altri titoli di Stato (e questo maggior introito per i cittadini costa al Tesoro 3,5 miliardi di euro l'anno). Poi c'è la brutta notizia: i prestiti e i mutui saranno più cari. Dunque sarà più oneroso accendere un nuovo mutuo. Ieri l'Abusbef, una delle associazioni di consumatori, si è messa a fare i conti e ha preparato un tabella. C'è scritto che i mutui a 20 anni, al 4%, di 100.000 euro, avevano un rata mensile di 605,98 euro. Con l'aumento del tasso al 4,25% la rata mensile sale di 13,25 euro. Pertanto, solo per effetto della decisione della Bce, chi aveva fatto il mutuo avrà un maggir esborso di 159 euro l'anno.
L'Abusbef si spinge più in là. Dice che il 'ritocco" deciso ieri a Francoforte costerà alla famiglie con il mutuo fra i 150 e i 300 euro in più all'anno. E poi sostiene che le banche, in questi anni, hanno elargito 'cattivi consigli" perchè hanno spinto i clienti a preferire i tassi variabili (quelli appunto legati all'andamento del tasso di sconto) piuttosto che preferere «gli irripetibili tassi fissi».
In effetti la differenza fra tassi fissi e variabili è sostanziale. Chi sceglie il tasso variabile è soggetto all'andamento dei tassi per tutta la durata del mutuo. Chi sceglie il fisso, invece, paga sempre la stessa rata di mutuo fino alla scadenza.
Confrontando ieri le condizioni di alcuni mutui (a 20 anni, pagamento mensile, con una richiesta di 200.000 mila euro per l'acquisto della prima casa) abbiamo notato queste differenze. Il mutuo fisso meno caro è quello offerto da 'Mutuo Arancio" al 4,67%. La stessa banca (per lo stesso importo e la stessa durata) offre un mutuo a tasso variabile al 3,22%. Seguono, in graduatoria, i mutui della Banca Woolwich e della Banca di Roma (ma le condizioni possono variare se ci sono spese di istruttoria o di perizia).
Dunque, se mettiamo a confronto gli stessi mutui di 'Mutuo Arancio", vediamo il tasso fisso al 4,67% e il tasso variabile al 3,22% (di circa 1 punto più alto del tasso ufficiale di sconto della Bce). Che cosa conviene fare? Difficile la risposta. Se i tassi resteranno a questi livelli per i prossimi 20 anni, è sicuramente consigliabile il tasso fisso al 3,22%. Se invece dovessero salire, il tasso variabile seguirebbe le decisioni della Bce mentre il tasso fisso resterà ancorato al 4,67%. E fare previsioni sui tassi a 20 anni è impossibile, visto che ieri, due premi Nobel hanno espresso pareri opposti. (g.f)