«La terza autostrada accelera»

PAVIA. Assessore Abelli, lei il 15 dicembre presiederà a Casteggio una sessione tematica del Tavolo Territoriale di Confronto sulle infrastrutture. Qual è il messaggio che vuole mandare al territorio?
«In questi anni la Regione Lombardia ha elaborato un quadro preciso della situazione infrastrutturale del territorio provinciale, evidenziando criticità, priorità e necessità di interventi. Per la realizzazione di questi ultimi, la Regione ha ricercato, in base al principio di sussidiarietà e attraverso lo strumento del parternariato, la condivisione dei soggetti interessati, ha erogato risorse, attorno alle quali si sono coagulati anche gli apporti delle altre amministrazioni, e ne ha razionalizzato l'uso complessivo. Di alcuni progetti si sta ancora verificando la fattibilità. Altri sono già avviati e la Regione ne sta monitorando l'attuazione. In definitiva, questa provincia, come le altre, ha bisogno delle infrastrutture per crescere e la Regione sta lavorando per realizzarle. La prossima sessione del Tavolo, al quale ho invitato anche il nuovo assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Moneta, servirà per fare il punto sullo stato dell'arte, dando modo a tutte le amministrazioni interessate di portare il loro contributo, a tre anni di distanza dal Tavolo precedente».
Già nel 2002 si è svolta una sessione tematica del Tavolo Territoriale sulla mobilità: cosa è cambiato da allora?
«Nel 2002 abbiamo impostato un percorso di lavoro, abbiamo condiviso un insieme di progetti, adesso possiamo fare un primo bilancio. Ci siamo dati dei nuovi metodi: abbiamo sottoscritto l'Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (11 febbraio 2005), di cui sono personalmente responsabile, che contiene tutti i progetti fondamentali per la provincia. Con orgoglio posso dire che Pavia, con Lecco, è la prima in Lombardia ad avere concretizzato questo innovativo strumento di governo a livello provinciale. La prima relazione semestrale di monitoraggio dell'Accordo, il 7 ottobre, ne ha fotografato l'andamento generale, lo stato di avanzamento delle singole progettualità e gli elementi di criticità».
Che cosa è emerso?
«L'immagine di un sistema positivamente in movimento. Questo Tavolo servirà per mettere a punto ulteriori meccanismi, affinando anche la raccolta di proposte del territorio».
Che cosa significa per un assessore regionale essere presidente dell'Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale?
«Vuol dire mantenere un impegno costante ed un'attenzione particolare sulla pluralità dei progetti concordati e sugli interventi da realizzare. Significa assumere un impegno politico personale, condiviso anche con gli altri assessori regionali».
Quali interventi prioritari sono stati individuati?
«Come tutti possono constatare, attualmente nella nostra provincia si riscontra un deficit infrastrutturale. Il fatto che tale deficit sia evidente anche a livello regionale, non deve diventare un alibi per nessuno. Ognuno deve collaborare, assumendosi le proprie responsabilità. Il metodo di lavoro che abbiamo impostato in questi anni, prima con i Tavoli e poi con l'Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale, va proprio in questa direzione: individuare, condividere, rendere possibile l'attuazione degli interventi strategici».
Scendendo nel dettaglio?
«Per potenziare l'economia, accrescere la competitività delle imprese, incrementare gli insediamenti delle stesse e rivitalizzare, oltre che le attività produttive, i flussi turistici, è necessario garantire una migliore accessibilità al territorio. In questo senso gli interventi più significativi individuati sono l'Autostrada Broni - Pavia - Mortara, il Polo logistico di Mortara, il nuovo ponte sul Ticino a Vigevano, tutta la serie di lavori compresi nel programma di interventi prioritari sulla rete viaria di interesse regionale, l'Aeroporto di Rivanazzano, il potenziamento della Ferrovia Milano - Mortara.
C'è qualche progetto che le sta particolarmente a cuore?
«Ci sono dei progetti che per me hanno un significato particolare: sono i progetti che 'uniscono". Le spiego meglio e faccio un paio di esempi: la nuova tratta autostradale Broni/Stradella- Pavia - Mortara, rappresenta forse il primo intervento che avvicina veramente le tre 'anime" della nostra provincia e, come avrete modo di apprendere durante i lavori del Tavolo, la Regione si sta impegnando in modo particolare. Un altro progetto è il nuovo ponte sul Ticino a Vigevano. Definirei anche questo un progetto che unisce. Esso infatti sarà l'elemento chiave per il collegamento veloce del nostro territorio con l'aeroporto di Malpensa, oltre che della Lomellina con tutta l'area Milanese. E anche su questo, al Tavolo, si darà conto del lavoro fatto, cioè del trasferimento di 30 milioni di euro, altrimenti destinati, nell'ambito dell'Accordo di Programma Quadro Malpensa 2000, in cui il ponte si colloca. Questo importo elimina la criticità finanziaria sul progetto».
E gli altri progetti rilevanti?
«L'intervento di reinfrastrutturazione dell'aeroporto di Rivanazzano ha l'obiettivo di adeguare le strutture aeroportuali alle esigenze dello sviluppo turistico locale, considerando anche la vicinanza delle Terme di Salice, punto di forza del termalismo lombardo e dell'area circostante. I lavori stanno procedendo: ricordo, tra l'altro, che nelle strutture dell'Aeroporto sarà collocato il Centro Polifunzionale di Emergenza di protezione civile».
Quali sono gli impegni per la rete ferroviaria?
«Quanto alla rete infrastrutturale ferroviaria provinciale, emergono una serie di problematicità, che solo in parte possono essere risolte con il potenziamento nella gestione dei servizi (orari e frequenze). La rete risulta deficitaria in molti elementi chiave e richiede importanti interventi. In particolare, il raddoppio della tratta ferroviaria Milano /Mortara garantirà un notevole salto di qualità, sia del servizio passeggeri, che di quello merci. Sempre in area Mortara, particolarmente significativo è il progetto del polo logistico-intermodale, la cui realizzazione ha l'obiettivo di dotare il sistema produttivo della parte nord-ovest della provincia di una struttura che, grazie anche alla sua complementarietà con l'Interporto di Novara, apre sbocchi su una direttiva di collegamento internazionale».
Quali sono, invece, i nodi critici della viabilità?
«Nonostante una estesa rete assicuri direttrici di collegamento, sussistono difficoltà e criticità rispetto al funzionamento e al soddisfacimento dell'attuale, crescente domanda di mobilità. Gli elementi di maggior criticità si riscontrano sulle direttrici storiche, spesso inadeguate sotto il profilo delle tipologie stradali, sia per quanto riguarda le dimensioni, che la sicurezza. Nell'Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale sono compresi interventi rilevanti che interessano queste direttrici, prevedendo lavori sulla 494 Vigevanese, sulla 412 della Val Tidone, sulla Tangenziale di Pavia, sulla 211 della Lomellina, sulla 461 del Passo del Penice, la statale 35 dei Giovi. Quest'ultima, ad esempio, è interessata da problemi di congestionamento difficilmente sopportabili, sia per le caratteriste del tracciato viario, che del percorso. Mi riferisco, in particolare, all'attraversamento dei centri abitati. Anche questo sarà materia di discussione, dal momento che una soluzione è già in via di definizione. Ci sono poi delle criticità che sono state sbloccate: mi riferisco al Bivio Vela ed alla Tangenziale di Pavia».
Qual è il suo parere in merito allo sviluppo della navigazione turistica?
«Il patrimonio di acque della provincia, rappresentato dai due maggiori fiumi e dalla rete di canali, potrebbe essere sicuramente elemento di sviluppo turistico e commerciale. Si sta pertanto pensando al riutilizzo di tratti, che possono permettere l'attivazione di un turismo ecocompatibile. Anche questo argomento sarà discusso al Tavolo».