Grazia a Sofri, Castelli riesamina il caso


ROMA. Potrebbe cadere il veto del ministro della Giustizia Roberto Castelli alla concessione della grazia per Adriano Sofri mentre l'ex leader di Lotta Continua si trova ancora ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale Santa Chiara di Pisa.
Il Guardasigilli ha annunciato infatti che la vicenda legata alla provvedimento di clemenza sarà riesaminata. «Sto doverosamente riesaminando il caso alla luce dei nuovi fatti accaduti», ha detto l'esponente leghista che proprio sui poteri di grazia ha da mesi avviato uno scontro di poteri con il Quirinale. Un conflitto, quello tra Ciampi e Castelli, che è già approdato alla Consulta e che presto dovrebbe essere discusso. Ai giornalisti il ministro Castelli ha indirettamente ribadito la propria contrarietà a concedere la grazia ad Adriano Sofri, condannato a 22 anni per l'omicidio del commissario Calabresi. Tuttavia le condizioni di salute del detenuto impongono un ripensamento che ha già portato la magistratura di sorveglianza a sospendere la pena per sei mesi. «Non sono io che ho cambiato opinione, sono i fatti che sono cambiati», ha dichiarato il ministro senza voler aggiungere nulla sui possibili tempi della decisione.
A chiedere che sul destino giudiziario di Adriano Sofri si decida con la massima urgenza sono molti parlamentari della sinistra. «Non c'era bisogno di attendere che Sofri rischiasse la vita», ha commentato il senatore diessino Massimo Brutti augurandosi che il nuovo orientamento del ministero possa davvero portare a un'accelerazione dei tempi. A chiedere «che adesso si faccia in fretta» anche il deputato della Margherita Ermete Realacci. «Era ora che Castelli rinunciasse alla sua battaglia ideologica e strumentale. Speriamo solo che le sue parole non nascondano ipocrisie», ha detto Realacci. «Meglio tardi che mai», gli ha fatto eco il verde Paolo Cento chiedendo che il riesame sia rapido e «si concluda presto con un atto di equità e umanità». «Non possiamo che accogliere positivamente il fatto - commenta il vicepresidente dello Sdi, Roberto Villetti - che il guardasigilli Castelli stia rivedendo la sua posizione sul caso Sofri. Abbiamo sempre pensato che la concessione della grazia dipendesse da Ciampi, tuttavia come si sa finora il ministro si era posto come un ostacolo irremovibile». Accanto a una soluzione immediata per il caso di Sofri, come per quello di Ovidio Bompressi, i Verdi chiedono però anche un provvedimento di amnistia generalizzata. «Un provvedimento per porre un freno all'ingovernabile sovraffollamento delle carceri, ma che rappresenti soprattuto uno strumento di riequilibrio giuridico», spiega il deputato Mauro Bulgarelli citando ad esempio la necessità di chiudere definitivamente con la stagione degli Anni Settanta e quella di riparare ai danni provocati dalla Bossi-Fini.
Sofri, intanto, rimane ricoverato in condizioni stazionarie. Il figlio Nicola, lasciando ieri sera l'ospedale, ha preferito evitare commenti sulle parole di Castelli. «La nostra preoccupazione, in questo momento, riguarda la salute di mio padre non il suo stato di detenzione», ha detto ai giornalisti. Quanto al bollettino sanitario diffuso in mattinata, vi si legge che il paziente è stabile e che continua a rimanere sedato e collegato al ventilatore polmonare. Fonti ospedaliere rivelano poi che la sera del malore nel carcere Don Bosco e del successivo ricovero in ospedale le condizioni di Sofri erano drammatiche. A salvargli la vita sarebbe stata, oltre all'abilità dei chirurghi, la tempestività dell'operazione eseguita all'alba del 26 novembre.

Natalia Andreani