Ricattavano la sua azienda Zonin sentito come teste
VOGHERA.Non si ferma l'inchiesta antimafia che ha visto l'imprenditore veneto Silvano Zonin come parte lesa e che dieci giorni fa ha portato all'arresto di un mafioso di primo piano a Voghera. Ieri Zonin è comparso davanti ai giudici Nicolò Marino e Alessandro Picchi della Direzione distrettuale amtimafia di Caltanissetta, per essere sentito come «persona informata sui fatti» nell'ambito dell'inchiesta «Odessa», che riguarda le cosche mafiose del Nisseno. Zonin infatti è titolare dell'azienda «Feudo principi di Butera», in provincia di Caltanissetta. In base alle accuse l'azienda veniva taglieggiata dalle cosche. Non si sa ancora cosa abbia dichiarato l'imprenditore veneto, che è titolare insieme al fratello Gianni anche di un'azienda agricola in Oltrepo, «Il Bosco» di Zenevredo. Probabilmente Zonin ha ribadito quello che aveva già sostenuto con un comunicato emesso nelle ore del blitz dei carabinieri e cioè che la sua azienda si è limitata ad assumere «lavoratori soprattutto avventizi e stagionali della zona, assunti con regolare contratto, contribuendo in tal modo ad assicurare posti di lavoro in una zona ad alto tasso di disoccupazione». Secondo gli inquirenti, invece, i componenti del clan mafioso dei Cammarata avrebbero costretto i responsabili dell'azienda a pagare somme di denaro e ad assumere persone affiliate all'organizzazione criminale, tra cui Francesco Cammarata, 44 anni, considerato l'attuale reggente del mandamento di Riesi, e Giuseppe Montedoro, di 41, entrambi arrestati. L'inchiesta è condotta dai carabinieri del Reparto operativo di Caltanissetta. Durante il blitz dei carabinieri, eseguito su scala nazionale, erano finite in manette 42 persone: tra loro Salvatore Cutaia, 51 anni, autotrasportatore di Riesi. Cutaia è stato prelevato dai carabinieri durante la notte, mentre dormiva in un albergo di Voghera: a quanto pare si trovava in Oltrepo durante uno dei suoi viaggi di lavoro «regolare» (riservava i suoi traffici illeciti per quando si trovava in Sicilia). Cutaia, che nell'inchiesta è citato anche con i suoi soprannomi di «U' Guerciu» e «Trent'errutti» è un mafioso di livello intermedio. Il suo capo, Francesco Cammarata, era uno dei mafiosi assunti nell'azienda di Zonin. (p.fiz.)