Ancelotti: «Peccato, Zoro doveva insistere»

MILANO.Era giusto sospendere la partita Messina-Inter? L'arbitro avrebbe dovuto chiudere la gara al momento della protesta di Zoro? «Si - dice Carlo Ancelotti, allenatore del Milan - e secondo me Zoro ha fatto un errore: quello di non essere andato via sul serio. Ha fatto qualcosa di imprevisto e doveva andare fino in fondo. Doveva andarsene dal campo e, in questo, doveva essere aiutato dall'arbitro». «Comunque - spiega il tecnico rossonero - Zoro ha dato un segnale forte e speriamo che possa portare a risultati positivi. Se capitasse a un mio giocatore? A me starebbe bene. Secondo me si poteva sospendere la partita, anzi io l'avrei sospesa... Poi magari qualcosa cambia. Una partita sospesa può aiutare a far cambiare qualcosa». Dello stesso parere Ignazio La Russa e Armando Cossutta, due politici di parti opposte, ma legati dalla fede nerazzurra. «Agli arbitri deve essere dato il potere di interrompere la partita in caso di cori razzisti. Come se fosse un'invasione di campo», dice l'esponente di Alleanza Nazionale. «Gli arbitri devono essere più coraggiosi e interrompere le partite», gli fa eco il presidente dei Comunisti italiani.
«In questi casi gli arbitri non devono avere la responsabilità di sospendere la gara - spiega il vicepresidente della Figc, Luigi Abete - perchè sospendere una partita è un atto grave e la responsabilità va data a chi ha il compito di vigilare sull'ordine pubblico». «L'arbitro - continua Abete - ha già la grande responsabilità di dirigere la gara e a volte gli può sfuggire quanto accade fuori dal campo».
L'allenatore della Roma, Luciano Spalletti, ha una sua 'ricetta". «Non c'è razzismo. Questi episodi sono opera di povere persone, non diamogli troppa importanza e non facciamogli pubblicità». Va controcorrente l'ex calciatore e poi allenatore del Ghana, Beppe Dossena: «Bianchi o neri, quanto a razzismo siamo uguali. In Ghana il problema del bianco, cioè del razzismo, è stato superato. Però in altri Paesi africani il problema esiste: c'è una resistenza che va capita... Paghiamo ancora le colpe del colonialismo». (g.f.)