Fondi siccità: scoppia il caso
BRONI. Erano in tanti gli agricoltori dell'Oltrepo in consiglio provinciale venerdi sera per avere spiegazioni sui risarcimenti per la siccità 2003. In discussione la mozione del consigliere della Lega Nord Giorgio Montagna con cui si chiedeva alla Provincia di riaprire i termini delle domande e la verifica di quelle presentate provvedendo poi ai risarcimenti mancanti. La situazione, infatti, é ad un livello esplosivo: i circa 300 proprietari delle aziende agricole esclusi dal risarcimento, sono in allarme dal marzo 2004 quando, presentate le richieste di rimborso, hanno visto come venivano distribuiti i fondi.
Atmosfera pesante in piazza Italia con tanta voglia di sfogarsi e di raccontare la propria esperienza.
«Non abbiamo avuto nulla - spiega uno di loro che come gli altri chiede l'anonimato - Alla nostra richiesta é arrivata una risposta in cui si diceva che non era conforme ai parametri, cioè non raggiungevamo il 35% di danni; ma ad altri è stato detto il 30%. Perché queste differenze?». L'interrogativo rimbalza tra diversi agricoltori oltrepadani. Il nodo cruciale è che non interessa a chi spetti il compito di erogare i rimborsi purché siano garantiti e soprattutto distribuiti in modo equo.
«Ci sono aziende che hanno avuto meno dei loro confinanti - aggiunge un altro agricoltore - come se la siccità avesse colpito uno e non il vicino. Vuole un esempio? Il marito é proprietario di un ettaro di terreno e la moglie lo é di un altro ettaro confinante. La siccità li ha colpiti entrambi ma la moglie ha avuto i fondi, il marito no. Diciamo allora che nessuno in Provincia ha mai controllato come sono stati distribuiti i fondi della Regione; sono stati dati a caso». E lo stesso assessore Vittorio Braga aggiunge: «Sono andato di persona a vedere dopo le prime segnalazioni e questo è ciò che ho visto: immaginiamo un triangolo di terra; le tre aziende intorno hanno preso i fondi, quella dentro il triangolo non ha preso nulla, come se la siccità li non ci fosse stata. E' accettabile?». A sentire le proteste degli agricoltori c'era anche il parlamentare della Lega Cesare Ercole: «Sono qui per dare il mio sostegno, ascoltare e capire».
Il problema parte dalle percentuali per il rimborso valutate secondo parametri diversi e, come ha spiegato l'assessore provinciale Ruggero Invernizzi rispondendo alle richieste del consigliere Montagna e della minoranza, in base a nuove norme europee che dopo il 2002 considerano come parametro per il danno, il prodotto degli ultimi 3 anni e non più quello di un anno prima. «Questo non giustifica un risarcimento a macchia di leopardo - ha commentato Montagna - e non spiega le disparità di trattamento». Disparità che lo stesso capogruppo DS Angelo Zucchi ha ripreso sottolineando un particolare aspetto: «Due associazioni di categoria non hanno registrato disagi, mentre una ha invece registrato un disagio drammatico. Non si comprende questa dissimilarità» riferendosi al fatto che i quasi 300 agricoltori non risarciti rientrano fra gli iscritti all'Unione il cui presidente De Sigis ha assistito al consiglio. «A chi non ha mandato le controdeduzioni alle nostre lettere - ha risposto Invernizzi - non sono andati rimborsi; a chi invece ha rispettato i parametri di legge e ha fatto l'autocertificazione i rimborsi sono arrivati. Però per gli esclusi, garantisco che riapriremo i termini e riverificheremo le domande e mi impegno a trovare i fondi in bilancio».
Ma contro l'impegno economico della Provincia si sono dichiarati contrari i consiglieri di minoranza chiedendo l'impegno invece della Regione non essendoci fondi in Provincia tali a coprire i costi; l'assessore Vittorio Braga a questo punto ribadiva che questo compito é della Regione essendo una legge regionale. Dopo una riunione dei capigruppo per modificare il testo della mozione, finalmente il voto che però ha visto decisamente contrari i consiglieri dei gruppi di minoranza. La mozione é stata cosi approvata con i 18 voti della maggioranza. La vicenda però non è affatto chiusa. La siccità diventa comunque un caso rovente per l'amministrazione provinciale.
MiriamPaola Agili