«Non siamo più divisi: Trenitalia ci ascolti»
VOGHERA.«Fino a oggi le Ferrovie dello Stato hanno avuto buon gioco nell'imporre agli utenti disservizi, ritardi, treni sporchi e, soprattutto, orari-capestro - dice Giorgio Dahò, del coordinamento pendolari Lombardia - Giocando sulla massa composita dei differenti interessi tra pendolari delle diverse zone, per anni ci hanno messo uno contro l'altro, utilizzando le divisioni per far passare la loro politica. Ma ora la misura è colma: il 'patto di Voghera" significa che d'ora in poi faremo fronte unico contro le prepotenze di Trenitalia». Il documento redatto al termine dell'incontro di ieri riporta accuse pesanti. «Con la quasi totale abolizione dei treni interregionali - c'è scritto - Trenitalia darà il ben servito alla Tariffa Ordinaria Nazionale 1. Il nuovo sistema degli orari è stato studiato scientificamente per non offrire la possibilità di coincidenze, con tempi di attesa ragionevoli, nelle stazioni ove viene «spezzata» la corsa degli interregionali. In pratica, ogni regione, in ossequio ad una logica federalista e a una idea della devolution assai discutibile, avrà un proprio servizio ferroviario senza alcuna relazione sistematica con quello delle regioni confinanti, con buona pace degli utenti, abituali e non, che devono spostarsi tra regioni limitrofe. L'abolizione, che riguarda in particolare le linee Milano - Bologna - Ancona, Milano - Genova - Ventimiglia e Milano - Genova - Sestri Levante, Torino - Savona - Ventimiglia, Genova - Bologna, obbligherà pendolari e viaggiatori a lunghi e contorti viaggi con faticosi cambi. Unico referente per questi spostamenti, di fatto poco più che locali sarà la Divisione generale operativa passeggeri di Trenitalia (vengono quindi esautorate le Divisioni Regionali per il trasporto locale), che vede cosi rafforzato il proprio monopolio e ha finalmente trovato il modo di bypassare la tariffa ordinaria nazionale, che rientra nel paniere Istat per il calcolo dell'inflazione. Gli sfortunati utenti che effettueranno viaggi interregionali dovranno sborsare tariffe che vanno dal 65% al 75% e più di aumento per viaggiare sostanzialmente alle stesse condizioni odierne, se non peggiori con aumento del tempo complessivo di viaggio a causa del cambio per raggiungere stazioni dove non fermeranno gli intercity. In cambio dell'aumento del biglietto i tempi di percorrenza saranno spesso più lunghi: insomma, pagare di più per andare più piano non è il migliore degli slogan nel momento in cui si stanno per aprire le prime tratte ad alta velocità». (p.fiz.)