Il ruolo attivo dei volontari

VIGEVANO.Particolarmente sensibili al delicato tema dell'aborto e ai dibattiti di questi giorni sono, insieme a neogenitori e soprattutto neomamme in difficoltà, anche le associazioni come il Centro aiuto alla vita, che da anni affianca e aiuta, con la presenza di operatori in ospedale e nella loro sede aperta due volte alla settimana, circa 150 persone all'anno e che ogni anno aiuta a far nascere 15-20 bambini, con un'età media di utenze dai 25 ai 35 anni, di cui il 60% è di origine straniera. I punti più caldi sono la presenza di volontari in ospedale, pronti ad affiancare e sostenere la donna o la coppia che chiede aiuto, qualunque decisione essa prenda, e l'impatto della pillola abortiva. «Per quanto riguarda la pillola abortiva - spiega Gaetano Mercorillo, responsabile del Centro Aiuto alla Vita - penso che si stia creando un'opinione comune che fa di questo strumento una panacea di tutti i mali. La pillola abortiva però non rappresenta una soluzione e non deve essere il cuore del dibattito. Bisogna guardare in faccia la realtà: l'aborto non rappresenta la soluzione al problema». Mentre per quanto riguarda la presenza dei volontari nei reparti ospedalieri, l'opinione di Mercorillo è che «la donna che chiede aiuto ha bisogno di sentirsi accolta e compresa: cosi riesce anche a trovare e ricevere la forza di accogliere la nuova vita che ha dentro di sé». (i.c.)