Prodi: puntiamo su energia solare ed eolica
ROMA.Se ne avesse avuto il tempo, Romano Prodi avrebbe messo i pannelli solari anche sul tetto della sua «Fabbrica» del programma, un capannone fuori Bologna. Porta questo esempio a una tavola rotonda di Legambiente, per dire che il risparmio energetico e le energie rinnovabili, ispirandosi al protocollo di Kyoto, saranno «priorità assolute» del suo lavoro di governo.
Il solare, come la soluzione più difficile dell'energia eolica, che richiede «grandi campi», sono le risorse migliori per dar corso alle indicazioni di Kyoto contro le emissioni inquinanti e per superare le nostra arretratezze.
Prodi dice che un'altra risorsa è «l'industria del risparmio» energetico e ripropone le «autostrade del mare», nell'ambito di un «ripensamento» della politica dei trasporti. «Cominciare da Kyoto» è anche una esigenza industriale, altrimenti chissà «dove si va a finire». Con la premessa del rispetto dell'ambiente terra, «il primo punto del programma è la ripresa economica».
Evoca anche il nucleare, per dire che allora «fu un errore uscire», ma ora «il momento non è maturo» e richiede prudenza, perché «Chernobyl non si può dimenticare». Quando era commissario europeo, ogni anno riuniva gli scienziati per chiedere se c'erano novità sulla sicurezza e sui rifiuti. Le risposte erano negative. Gli esperti dicevano che per avere certezze bisogna ancora aspettare 20-25 anni. Nel frattempo, si deve mantenere «un presidio di ricerca».
R.V.