Tanto Internet e voglia di affetto
PAVIA. «Questa grossa, grassa generazione on-line». Parafrasando il titolo di un film di Joel Zwick, la Società Italiana di Pediatria - ieri e oggi riunita a convegno al San Matteo - traccia un identikit dell'adolescente italiano. Navigatore accanito nella Rete, ipnotizzato dalla tv e dai suoi modelli accattivanti che lo ammaliano ora con il modello «magro è bello», ora con l'ultimo tipo di snack.
Ne esce l'immagine di un ragazzo/a tecnologicamente super accessoriato (tv, cellulare, lettore dvd, fotocamera digitale, pc) ma con fame di affetti che cerca più tra gli amici che dai genitori.
E dal convegno, rivolto soprattutto agli addetti ai lavori - pediatri, ricercatori e studenti - esce cosi uno spunto di riflessione anche per mamme e papà. «Forse - ha commentato Maurizio Tucci, anima dell'evento - dovremmo imparare ad esserci, non solo fisicamente, perchè comunque tutti lavorano, ma soprattutto nella qualità e con il dialogo». Il convegno 'La società degli adolescenti: tra nuove opportunità e nuovi disagi" si è aperto ieri mattina nell'aula Burgio del San Matteo e proseguirà anche oggi. Internet, tv e alimentazione gli argomenti di ieri. Guerre e crisi familiari, adolescenti stranieri e integrazione quelli di oggi. Ciò che emerge dai due giorni di lavori - organizzati dal dipartimento di Scienze Pediatriche del San Matteo, Università, Sip e fondazione Rusconi - è un ritratto dell'adolescente medio, ricostruito grazie a un'indagine realizzata dalla Sip tra 1260 ragazzi delle scuole medie inferiori, di età compresa tra i 12 e i 14 anni. «Giovani che, se da una parte dispongono di nuovi strumenti e grandi potenzialità - ha spiegato il professor Giorgio Rondini - dall'altro rischiano di finire nella trappola di insidie legate alla tv o alla Rete».
«La rivista Lancet ha calcolato che il tempo trascorso da un adolescente - nell'arco di 10 anni - davanti al piccolo schermo è di poco inferiore a quello passato sui banchi di scuola» ha ricordato Silvano Bertelloni. E la dice lunga sull'impatto che la televisione può avere sulla crescita e la formazione. Con pubblicità e reality show modella i gusti - hanno spiegato i relatori in diversi interventi - crea emulazione e spesso una desensibilizzazione di fronte alle scene di violenza. Per scivolare a volte addirittura in forme di bullismo e formazione di gang giovanili.
Non va meglio con Internet. «Gestito quasi in completa autonomia - sottolinea Tucci - Il 92% possiede un pc, il 56% ha una o più caselle di posta. Il 70% considera pericoloso fornire i propri dati personali. E il restante 30 però a questo punto cosa pensa? E ancora: solo il 15% ritiene sia pericoloso incontrare una persona conosciuta in chat. Non è poco?». La Sip ha predisposto un decalogo per i genitori che farebbero bene a imparare almeno i rudimenti di Internet. «Non lasciamoli soli nel web» ha suggerito anche il presidente della Società pediatri Giuseppe Saggese.
Si è parlato anche di alimentazione ieri al convegno. E di obesità infantile che vede l'Italia in vetta alla classifica europea. A 9 anni la percentuale di bambini obesi e sovrappeso tocca già il 36%.
Ma a preoccupare i pediatri è anche il consumo di bevande alcoliche: vino, birra e liquori. In netta crescita negli ultimi anni. A peggiorare la situazione, con la complicità della tv, c'è da una parte la tendenza a uniformarsi a modelli di bellezza stereotipati (magro, alto, con i muscoli) e dall'altra quella a sgranocchiare snack, merendine, patatine, caramelle. Conseguenza è che il 20 per cento degli intervistati - il 25 delle ragazze - si è già sottoposto a una dieta alimentare.