«La Franzoni potrebbe non rispondere più»
TORINO.«Visto l'andamento che ha preso il processo di Torino ritengo che Anna Maria Franzoni potrà anche non sottoporsi all'interrogatorio». Questa la lapidaria affermazione di Carlo Taormina, difensore dalla donna, che dopo aver chiesto e ottenuto che la sua assistita venga sentita dai giudici, ora fa marcia indietro. Un colpo di spugna che però non sembra frenare la Corte che accogliendo la richiesta avanzata dal sostituto procuratore, Vittorio Corsi, ha disposto anche la perizia psichiatrica. E sebbene la Franzoni non intende accettare neppure questa decisione, la perizia la faranno lo stesso su documenti e registrazioni. Queste la novità che si profilano per la mamma di Cogne già condannata a 30 anni per l'uccisione del figlio Samuele. Ma il flemmatico presidente della Corte, Romano Pettenati, non demorde e l'imputata finirà sotto la lente di altri psichiatri in modo indiretto. I nuovi periti, che la Corte nominerà nelle prossime udienze, analizzeranno le quattro registrazioni dei colloqui clinici già effettuati e messi a disposizione da Alessandra Luzzago, ordinario di psicopatologia forense dell'Università di Pavia. Verranno inoltre acquisite le interviste rilasciate dalla Franzoni alle trasmissioni televisive. Questo lo scenario del processo d'appello di Torino, un processo ricco di colpi di scena, come quello della scomparsa di circa 140 foto che ritraevano la camera da letto dove fu ucciso il bambino. L'anomalia, sollevata da Taormina, ha come prima conseguenza quella di far arrivare in aula lunedi prossimo un ufficiale del Ris di Parma il quale dovrà spiegare dove sono finiti i fotogrammi mancanti. (r.r.)