I sindacati: «Questo è uno sciopero politico»
ROMA. L'hanno voluto loro. L'ha voluto il governo, hanno detto e ripetuto i sindacati. E non si tratta di una mobilitazione contro singoli provvedimenti, ma di un'azione generalizzata di protesta contro la politica economica del governo. Ora è arrivato il momento, perchè il governo non si vuole confrontare, lascia il Mezzogiorno e chi deve essere aiutato senza alcun supporto, perchè non esiste una politica sociale degna di questo nome. È questo il succo della conferenza stampa dei tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil per presentare lo sciopero generale di quattro ore di venerdi.
«Finanziaria 2006, una manovra nella direzione sbagliata» sarà la parola d'ordine decisa dalle confederazioni. Epifani è stato il più tassativo: «Lo sciopero generale è sacrosanto per contrastare un disegno che non fa equità e sviluppo e per chiarire le responsabilità politiche delle scelte fatte».
E come se non bastasse, Epifani ha aggiunto: «La mia impressione è che non solo non sia in grado di rispondere ai problemi del paese ma che possa anche giocare contro il timidisssimo spiraglio di ripresa». Ripresa che andrebbe sostenuta, ma, ha aggiunto, «la finanziaria invece fa il contrario».
«La mobilitazione sta crescendo, questo è uno sciopero contro l'autismo politico del governo incapace di relazionarsi con il resto della società. Questo è uno sciopero politico contro la politica economica del governo indifferente alla stragrande parte del paese con i redditi più bassi», ha detto il leader della Uil Luigi Angeletti.
Secondo i calcoli dei sindacati, la finanziaria riduce di 100.000 i posti di lavoro precari nella pubblica amministrazione, non istituisce un fondo per i non autosufficienti, e manca la copertura per il rinnovo dei contratti pubblici.
L'elenco delle mancanze del governo si potrebbe allungare all'infinito. Tra le richieste sindacali c'era anche quella di una fiscalità di vantaggio per il Sud, una tassazione più equa delle rendite finanziarie e immobiliari, una politica industriale fondata su fattori di qualità dello sviluppo.
La partecipazione dei lavoratori sarà straordinaria assicurano i sindacalisti. E sono stati organizzati comizi e manifestazioni in 50 città d'Italia. Guglielmo Epifani terrà il suo comizio a piazza Navona a Roma. Savino Pezzotta a Milano, Luigi Angeletti a Palermo.
Sarà uno sciopero di 4 ore «con qualche modalità diversa» spiega Savino Pezzotta (Cisl). In particolare tutto il settore pubblico, tranne trasporti e scuola, sciopererà per 8 ore e quindi per tutta la giornata. Ecco le modalità delle astensioni.
Treni.Il personale viaggiante sciopererà dalle ore 9 alle 13, mentre il restante personale, non direttamente connesso alla mobilità, farà le altre 4 ore, quelle del pomeriggio.
Aerei.Gli aerei saranno fermi per 4 ore dalle 12 alle 16.
Trasporto pubblico locale.Le modalità saranno previste a livello locale.
Poste.Saranno chiuse per l'intera giornata.
Scuola.Si farà un'ora decisa scuola per scuola.
Banche.Saranno chiuse per l'intera mattinata.
Soccorso stradale.Sciopero di 4 ore dalle 9 alle 12.