Violenze e minacce: l'inferno era in casa

TORTONA. Per oltre tre mesi si è insediato a casa di una sua connazionale, picchiandola e abusando sessualmente di lei, minacciando di far male alla figlia minorenne, se avesse parlato con qualcuno. E' stato però individuato ed arrestato dai carabinieri della compagnia di Tortona. Le manette sono scattate ai polsi di Lassad Chehima, 28 anni, tunisino, sprovvisto del permesso di soggiorno e quindi irregolare. Il giovane, alla fine dell'estate, è entrato clandestinamente in Italia e si è stabilito a casa di una sua connazionale di 31 anni, divorziata, con una figlia minorenne, che da molti anni abita a Tortona, munita del regolare permesso di soggiorno. I due, che evidentemente si conoscevano, hanno convissuto per circa tre mesi.
Un periodo d'inferno per la donna, perché, quasi da subito, secondo l'accusa, il tunisino la obbligava con la forza ad avere rapporti sessuali con lui e quando lei si rifiutava l'uomo passava alle vie di fatto: calci, pugni ed atti di violenza per costringerla a cedere.
La donna ha cercato di opporsi agli abusi, ma non c'è stato nulla da fare in un crescendo drammatico di continua crudeltà domestiche: oltre alla violenza, l'uomo è giunto, secondo quanto ricostruito e raccolto dai carabinieri, a minacciare la figlia della donna.
Una violenza psicologica giocata sulla terribile minaccia di ritorsioni violente sulla bambina se le madre avesse raccontato a qualcuno ciò che succedeva tra le mura domestiche.
La situazione ben oltre il limite della sopportazione andava avanti ormai da tempo, fino a quando la donna, dopo le ultime percosse, si è recata al Pronto soccorso per farsi medicare le ferite riportate nell'ultima colluttazione con il suo connazionale. I medici di turno, hanno subito capito che quegli ematomi, quelle ferite non erano dovute a fattori accidentali. La donna e mamma a quel punto, stanca delle continue angherie e delle violenze che sopportava da mesi, ha deciso cosi di raccontare il suo dramma recandosi dai carabinieri. A quel punto sono partite le indagini e dopo aver appurato la veridicità degli episodi, supportata anche da referti medici, i carabinieri sono passati direttamente all'azione. Dalla Procura della Repubblica di Tortona hanno ottenuto il via libera all'arresto. Sono cosi piombati nell'abitazione dell'uomo e lo hanno arrestato con la duplice accusa di violenza sessuale e minacce.
L'immigrato, quindi, è stato rinchiuso nel carcere Don Soria, di Alessandria, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Per la donna e la figlia minorenne, è finito un incubo, anche se sarà molto difficile, per lei, affrontare le fasi processuali e superare un periodo cosi buio della propria esistenza.