Le targhe alterne al via, ma tra le polemiche

PAVIA. Meglio tardi che mai. Ieri, finalmente (ma era già sabato) sono comparsi i manifesti che annunciano la circolazione a targhe alterne da domani fino a giovedi. «Prima finisce, meglio è...», sospiravano alcuni assessori della giunta Capitelli. In particolare, anche sono prontissimi a negarlo, questo clamoroso pasticcio, con tre modifiche dell'ordinanza e la clamorosa marcia indietro della giunta, sta facendo venire il sangue marcio a Roberto Portolan (Mobilità) e Franco Sacchi (Ambiente).
Non è un caso che la giunta e il sindaco Piera Capitelli abbiano silenziosamente dato il via alla caccia al colpevole dopo i dati sbagliati sul numero di auto interessate dal primo provvedimento poi modificato, le ordinanze che rischivano di mettere in ginocchio la città, l'informazione pubblica scarsissima, i manifesti errati. Per dirne una su tutte, indicativa della disattenzione con la quale hanno lavorato in Comune, sul manifestino scaricabile dal sito Internet (non più di una trentina di parole da scrivere correttamente) si trova, come sito Internet, l'indirizzo www.commune.it... Non solo. Mentre una volta venivano distribuiti volantini, cartine, comunicati stampa sui mezzi pubblici da utilizzare per l'interscambio con i parcheggi a corona della città, fino a oggi c'è stata solo una conferenza stampa. «Siamo stati traditi dagli uffici», ammettono in giunta. C'è chi racconta, poi, che sia circolato un ordine di scuderia, ufficiosissimo, di non «esagerare» con i controlli sulle targhe alterne. Come dire: evitiamo almeno le proteste degli automobilisti.
E' un peccato che sia finita cosi la prima esperienza «ecologica» della nuova giunta, riflettono i responsabili di Legambiente (che domani presenterà il rapporto annuale: Pavia scende al 10º posto, perdendo cinque posizioni). Dieci anni di impegno ambientalista rovinati da questo errore?, chiediamo a Gigi Vecchi e ad Angelo Zorzoli, quest'ultimo consigliere comunale dei Verdi ed ex-assessore all'Ambiente. «Diciamo che il messaggio del Comune, in buona fede, era sicuramente giusto, civile e avanzato sotto il profilo ambientalista. Il provvedimento, purtroppo, non era stato volutato sotto il profilo dell'impatto sociale: ogni scelta di questo tipo deve equilibrare il divieto, il consenso e limitare al massimo il disagio per i cittadini», è la risposta. Nel frattempo, propone Legambiente, si può lavorare da ora alle targhe alterne del 2006: «Si possono fare piccole grandi cose: coinvolgere le scuole sperimentando il «piedibus», ossia permettere che i bambini, accompagnati da volontari, raggiungano la scuola a piedi; modificare, rendendoli elastici, gli orari di inizio delle scuole e degli uffici in occasione dello stop alle auto; incentivare l'uso della bicicletta. Insomma, a questo errore d'immagine si può rimediare».