Chiuso l'ambulatorio di zona: perchè?
Sono un pensionato di anni 83, abitante a San Martino Siccomario.
Da decenni sono in cura per una malattia invalidante, (artrite reumatoide) e bisognevole di continue cure mediche e ambulatoriali.
Per circa cinque anni, da quando mi sono trasferito da Pavia a San Martino Siccomario, mi sono servito, per le cure del caso, con iniezioni e controllo pressione, dell'ambulatorio medico presso il centro sociale di Borgo Ticino.
Detto ambulatorio funzionava dalle ore 14.30 alle 15.30, il giovedi.
Orario comodo, dislocazione ottima, infermiere brave e preparate.
Purtroppo dal mese di maggio l'ambulatorio è stato chiuso.
Il motivo, per noi non addetti, non si sa.
Ora, parlando anche a nome delle persone, quasi tutte anziane, che usufruiscono di detto servizio, mi rivolgo al sig. direttore dell'Asl provinciale chiedendo dove possiamo rivolgerci adesso: gli ambulatori più vicini sono a Cava Manara e la sede centrale di via Indipendenza, entrambe distano circa 4-5 chilometri dal Borgo Ticino e sono scarsamente serviti dai mezzi di trasporto comunali.
La soluzione, per noi, sarebbe di affidarsi a mezzi e strutture private: ma chi non se lo può permettere?
Resta senza risposta per ora, il motivo della chiusura dell'ambulatorio.
Ragionando per intuito o per sentito dire i motivi possono essere questi: questione di bilancio e quindi possibilità di accorpamento, o scarsa frequenza all'ambulatorio.
Nel primo caso non penso che dislocare un'infermiera per un'ora alla settimana possa intaccare il bilancio dell'Ente.
Personalmente penso, un servizio sociale è tale indipendentemente dalla frequenza, o mi sbaglio?
Per la scarsa affluenza è tutto da dimostrare.
In ultima analisi, ci sono ambulatori che funzionano tutti i giorni, perché chiudere questo?
Chiediamo una risposta dal sig. direttore dell'Asl provinciale, sempre che abbia avuto occasione di leggerci.
Da parte mia, e nostra, la speranza che ci sia un ripensamento e che si possa riaprire l'ambulatorio di Borgo Ticino per quell'ora alla settimana che risolverebbe i problemi di molti anziani della zona a sud di Pavia e fino a San Martino Siccomario e dintorni.
Giovanni GallaratiSan Martino Siccomario
Referendum al Crosione
sul contratto di quartiere
La lettera del dott. Filippi - vice sindaco - riguardante il contratto di quartiere (piazzale Crosione) apparsa il 28 ottobre impone alcune riflessioni:
1) L'on. Capitelli durante la campagna elettorale si era dichiarata disponibile non solo a modificare il progetto ma anche a sospenderlo qualora lo stesso non avesse ricevuto il benestare degli abitanti della zona e soprattutto di quelli delle case popolari.
2) Passate le elezioni, una raccolta di oltre 650 firme e tre assemblee popolari, hanno ribadito l'avversione ad alcuni importanti punti del succitato progetto.
3) Il gruppo consigliare di Forza Italia e soprattutto quello di quartiere, contrariamente a quanto affermato dal dott. Filippi, si è sempre interessato per migliorare il progetto sui seguenti punti:
a) miglioramento della viabilità con la copertura del cavo Rosio;
b) inversione dei parcheggi (contrariamente alle proposte svolte in commissione territorio):
c) modifica dell'ingresso cieco sulla scuola elementare;
d) totale salvaguardia della piazzetta verde;
e) aumento del numero degli ascensori (da sei a dodici).
Nonostante queste modifiche il dissenso al progetto di costruzione dei 24 appartamenti nel sito in questione è tutt'altro che marginale e questo il vice sindaco lo sa bene visto che ha partecipato all'ultima assemblea.
Gli abitanti della zona chiedono di rivedere tutto il progetto dell'opera in quanto non vogliono essere penalizzati dal progetto attuale e, d'altra parte, chiedono che la copertura del cavo o la miglioria delle opere fognarie vengano inderogabilmente assolti.
Se dunque, nonostante queste ragioni, la giunta comunale intendesse agire convinta di avere il consenso popolare, dovrebbe verificare questa possibilità tramite referendum di rione, proposto e ribadito più volte dagli stessi cittadini nel corso delle tre assemblee popolari promosse dal quartiere.
Se la popolazione sarà favorevole si proceda pure: si sarà tutti più convinti e la democrazia avrà fatto un passo avanti.
Giulio Assanelliper il gruppo Forza Italia Pavia Nord-Est
Certosa, 700 libri
donati alla biblioteca
Egregio Direttore,
vorrei tramite «la Provincia Pavese» far conoscere al grande pubblico una notizia edificante.
La nuova Biblioteca Comunale di Certosa, inaugurata il 19 febbraio 2005 e divenuta in breve tempo il punto di riferimento per le attività culturali della comunità, ha ricevuto in dono dal Rotary Club Certosa di Pavia una dotazione eccezionale di libri: ben 700 volumi sono stati recapitati il 27 ottobre, e sono in via di catalogazione ed inserimento nel circolo di prestito.
A nome dell'Amministrazione e dei volontari attivi nella gestione della Biblioteca, ho espresso al Rotary Club Certosa di Pavia i più sentiti ringraziamenti per il dono prezioso e per la disponibilità dimostrata nei nostri confronti.
I titoli donati abbracciano ogni settore della bibliografia, dalla narrativa alla saggistica alla storia e pubblicistica di interesse locale, e costituiscono la migliore dotazione di base per la nostra giovane biblioteca.
Bruno Garlaschellisindaco di Certosa di Pavia
La posizione dei Verdi
sul parco della Vernavola
E' apparso, sulla Provincia pavese dei giorni scorsi, un intervento firmato «Gli abitanti di Via Villa Eleonora» che forse merita di essere commentato. Non certo se si tratta di uno spot pubblicitario del consigliere di An Labate, cosi casualmente citato nella lettera; non ne varrebbe la pena.
Facendo finta invece che tutti gli abitanti di Via Villa Eleonora si siano ritrovati per stilare il documento pubblicato, convinti di aver subito un torto per di più sponsorizzato dai Verdi, allora qualcosa occorre dirla.
La più importante: si continua ad equivocare tra i concetti di «Valle della Vernavola» e «Parco della Vernavola», cioè tra spazi verdi attrezzati, con essenze arboree pregiate ed autoctone, usufruibili da tutta la cittadinanza con spazi privati, coltivati a pioppo e usufruibili dai privati stessi (o niente affatto usufruibili).
Il Piano Regolatore vigente prevede, in quanto già approvata, la scheda in questione che comprende una cessione da parte dell'operatore privato di circa 36.000 mq. da riqualificare (a cura dell'operatore privato stesso) e da destinare, appunto a Parco Pubblico, a fronte di un limitato intervento urbanistico.
La scelta può piacere o non piacere; è stata, come altre, oggetto di polemica strumentale durante la campagna elettorale ma al di là delle esagerazioni si può non condividere la filosofia del Piano Regolatore e fare quindi una dura battaglia contro la sua applicazione.
E' inoltre evidente che gli abitanti delle ultime propaggini di Via Villa Eleonora vivano con un certo fastidio una scelta del genere. Loro stessi dichiarano appassionatamente di aver acquistato casa perchè immersa nel verde (peraltro sottraendo essi stessi aree verdi alla Valle della Vernavola!).
Nello specifico però va rilevato che nel programma del Sindaco Capitelli è incluso e messo ben in evidenza l'obiettivo di completare il Parco della Vernavola a sud, utilizzando in qualche caso anche lo strumento previsto dalla scheda di Viale Lodi e cioè la cessione gratuita delle aree da adibire a Parco in cambio di autorizzazioni a costruire in aree marginali. La scarsità di risorse attribuite ai Comuni ha di fatto eliminato ogni altra ipotesi di acquisizione delle aree. L'obiettivo di realizzare completamente il Parco della Vernavola è di quelli che da soli qualificano una amministrazione e la partecipazione dei Verdi a tale amministrazione. C'è poi l'evidente disallineamento tra legittime aspettative private e l'interesse pubblico e qui si può ben dire che per i Verdi è sempre prevalente l'interesse pubblico. Detto questo, i Verdi non sponsorizzano le scelte di distruzione ambientale ma la realizzazione di un ambiente cittadino che ha portato Pavia ai vertici di vivibilità tra le città italiane. Da ultimo le aree dimesse. Il loro equilibrato recupero è un altro tra gli obiettivi per i quali i Verdi si sentono di combattere. Il tema è complesso e merita di essere affrontato in tempi certi ma adeguati, senza forzature che potrebbero finire col creare, queste si, grossi problemi in ampie aree cittadine.
Alberto MoggiVerdi - Pavia